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Palermo, Papa Francesco prega per gli anziani picchiati nell’ospizio di via Amari

Ad aprile la Guardia di Finanza aveva intercettato maltrattamenti e umiliazioni nei confronti di chi alloggiava. "Quello del Papa è un gesto che ci riempie di gioia"

PALERMO – Papa Francesco ha scritto, per gli 11 anziani picchiati e maltrattati nell’ospizio di via Amari, una lettera di preghiera. La casa di riposo “Bell’Aurora” era finita sotto sequestro per via dell’inchiesta avviata dalla Guardia di Finanza.

La lettera proveniente dalla segreteria dello Stato del Vaticano, firmata da monsignor Roberto Cona, è stata recapitata all’avvocato Marco Zummo che in passato aveva chiesto un segno a Papa Francesco. “Ella ha voluto indirizzare al Santo Padre Francesco espressioni di devoto ossequio – si legge nel documento della santa sede – chiedendo un segno della Sua vicinanza spirituale per gli ospiti della struttura di accoglienza. Sua Santità, grato per l’attestato di filiale venerazione, assicura un particolare ricordo nella preghiera e, mentre invoca su di Lei e sulle persone care la materna intercessione della Beata Vergini Maria, invia di cuore il Suo benedicente saluto, augurando ogni desiderato bene del Signore”.

Nella casa di riposo adesso, dopo che sono arrivati i nuovi assistenti, la situazione è nettamente cambiata. Il sorriso è tornato e gli anziani svolgono numerosissime attività. “Questi cari anziani sono stati liberati da un’azione encomiabile e sinergica dell’autorità giudiziaria e della guardia di finanza e mi sono stati affidati quale amministratore giudiziario – sottolinea l’avvocato Zummo – e l’affettuoso messaggio del Santo Padre riempie di grande gioia noi tutti ed è motivo di grande consolazione per chi ha sofferto“.

 

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