PALERMO – “Esprimo soddisfazione per l’attesa firma a Roma del decreto che istituisce le due Zes in Sicilia. È l’epilogo di un laborioso lavoro portato avanti negli ultimi due anni dal mio governo, attraverso gli assessorati per le Attività produttive e per l’Economia, in collaborazione con le Autorità portuali e le organizzazioni di categoria”. È quanto dichiara il governatore della Sicilia, Nello Musumeci, all’indomani dell’istituzione delle zone economiche speciali che costituiscono un’opportunità per le imprese che ricadono nel territorio delimitato. “Nei prossimi giorni – spiega Musumeci – presenteremo un disegno di legge per concedere il credito d’imposta aggiuntivo a chi verrà a investire nelle nostre due Zes. Con il ministro Provenzano definiremo presto il crono-programma affinché si possa passare dalla pianificazione alla attività di sostegno”.
Piccoli e grandi comuni della Sicilia sono stato inseriti nelle due Zes istituite. Nella provincia di Palermo, tra i tanti, anche i paesi di Campofelice di Roccella, Carini con l’area Rimed, Cinisi, Partinico. Non ne farà parte Monreale, che verrà privata di un’opportunità importante per le sue attività.
“Un episodio gravissimo per il futuro di Monreale”. Bolla così la decisione del governo nazionale il deputato regionale Mario Caputo (Forza Italia), che questa mattina ha presentato un ordine del giorno per chiedere al Governo regionale di intervenire presso il Ministero competente perché integri le zone siciliane con l’inserimento della città di Monreale. “Essere esclusi significa determinare una grave penalizzazione per l’intero territorio atteso che sono previsti investimenti per decine di miliardi, oltre che agevolazioni per coloro che vorranno investire nelle zone di sviluppo. Monreale, per la sua posizione geografica dista poco meno di dieci chilometri dal porto di Palermo. Nel territorio abbiamo attività industriali, artigianali, agricole, prodotti di qualità, una presenza turistica tra le più rilevanti dell’Isola. Siamo stati riconosciuti per alcuni monumenti patrimonio Unesco e abbiamo aree territoriali ove insediare attività industriali e artigianali di ogni genere. Non so – ha continuato Mario Caputo – quanti dei Comuni inseriti possano vantare una tale differenziazione territoriale oltre che una offerta variegata dal punto di vista imprenditoriale. È come se vi sia stata o una grave disattenzione politica o, peggio, una volontà di penalizzare Monreale. È chiaro che mi batterò dal punto di vista politico affinché anche la nostra Città venga inserita in questo straordinario percorso di sviluppo”.