Segnala a Zazoom - Blog Directory

I fedeli tornano in chiesa, Don Crupi: “A San Castrense consentiti solo 80 posti a sedere, molti rimasti fuori”

Aumentate le funzioni, 2 il sabato e 4 la domenica, "Eliminato il coro e un solo ministrante per consentire l'accesso a più fedeli"

MONREALE – Nella prima domenica dopo il lockdown, i monrealesi sono tornati a messa. Le chiese infatti hanno riaperto le porte delle funzioni religiose e ieri è stata la prima domenica durante la quale i fedeli secondo le diposizioni della fase 2 hanno potuto assistere alla celebrazione eucaristica.

“Ieri abbiamo celebrato finalmente la messa con i fedeli – dichiara don Antonio Crupi, parroco di San Castrense – e la chiesa ha raggiunto il limite massimo consentito di 80 persone secondo le nuove disposizioni che stabiliscono la distanza di almeno un metro tra i fedeli. Molti hanno assistito alla messa rimanendo fuori, davanti la porta della chiesa e altri sono dovuti andare via per evitare assembramenti. Siamo passati dai 330 posti a sedere della nostra chiesa agli 80 consentiti. Basti pensare che solitamente la parrocchia ospita in totale dalle 750 alle 800 persone tra il sabato e la domenica e adesso molti fedeli rischiavano di rimanere esclusi”.

Da qui la decisione di aumentare il numero delle messe del fine settimana. Il sabato infatti da ora in poi verranno celebrate non più una ma due messe, alle 17:00 e alle 18:30 mentre la domenica verranno celebrate ben quattro messe, alle 08:00, alle 10:00, alle 11:30 e alle 18:00.

“Ho sentito l’esigenza di aumentare il numero delle messe affinché tutti abbiano la possibilità di assistere alla celebrazione eucaristica – continua don Antonio – e dopo ogni messa igienizziamo tutta la chiesa con prodotti specifici che lasciamo agire per qualche minuto, passati i quali apriamo nuovamente le porte ai fedeli“.

Grande partecipazione dunque, nonostante le regole da seguire e le restrizioni stabilite dalle autorità. 

Per il momento abbiamo eliminato il coro per diminuire il numero di persone all’interno della chiesa durante la messa – specifica il parroco – e accanto a me ho soltanto un ministrante mentre altri due operatori della confraternita di San Castrense sostano all’ingresso della chiesa, addetti a far igienizzare le mani dei fedeli con apposito gel e a smistare le persone accompagnandole al posto a sedere in modo da garantire la giusta distanza. Inoltre è d’obbligo la mascherina, conditio sine qua non per poter entrare in chiesa e assistere alla messa.”

Come racconta lo stesso sacerdote, la celebrazione della prima domenica di apertura è stata vissuta con grande emozione dai fedeli che aspettavano con ansia di poter assistere finalmente alla celebrazione eucaristica.

“A molta gente che vive un cammino di fede è mancata l’eucarestia – conclude don Antonio – e a me stesso come sacerdote è mancata la presenza delle persone, la condivisione. Celebrare la messa senza popolo mi ha messo addosso tanta tristezza nonostante la sacralità del mistero eucaristico. Perché la comunità viva, che prega, è sempre qualcosa che riempie l’anima. Si sente una chiesa pulsante, che condivide la preghiera e la gioia della fede. Adesso dobbiamo solo essere prudenti e sperare che si possa tornare alla completa normalità della nostra comunità”.

Commenta la notizia

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.