Monreale, emergenza economia, i ristoratori chiedono incontri a livelli più elevati

Sospensione della TARI e della tassa sul suolo pubblico, spazi più ampi per i locali tra le misure messe in campo dall'amministrazione,

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È stato più che altro un incontro interlocutorio quello tenutosi oggi pomeriggio presso i locali di villa Savoia, tra alcuni rappresentanti della politica comunale (gli assessori Pupella, D’Eliseo, Giannetto, i consiglieri Venturella e Vittorino), e una trentina di ristoratori del territorio monrealese.

Un incontro nel quale gli amministratori hanno spiegato cosa stanno mettendo in cantiere per andare incontro al settore massacrato dal lockdown. 

“Vogliamo intervenire sui tributi – ha spiegato Pupella -. L’IMU non è nelle competenze del comune, e comunque non andrebbe a favore di tutti gli esercenti ma solo di chi è proprietario dei locali. La TARI riguarda tutti. È un tributo, modificarlo non é facile. Ma abbiamo dato disposizione agli uffici di sospendere la TARI per tutto il periodo emergenziale. Che non coincide con quello del lockdown. Chi ha continuato a lavorare non avrà l’agevolazione”.

Altra misura adottata dall’amministrazione è stata la sospensione del pagamento della tassa sul suolo pubblico per tutto il periodo emergenziale. Per chi è stata già pagata si trasformerà in un credito per gli anni successivi.

“Oggi è necessario avere più spazi ai locali per rispettare le norme, li concederemo in base alle richieste. Vogliamo accontentare tutti compatibilmente con le possibilità. Se necessario rivedremo il piano traffico”.

Ed ancora, “Abbiamo in bilancio somme riscosse dalla tassa di soggiorno pagata negli anni 2018 2019. Vogliamo investirle su iniziative finalizzate alla ripresa del turismo”.

“La speranza maggiore – ha spiegato Mimmo Vittorino – risiede sul decreto nazionale e sulla finanziaria regionale. Ci sono misure utili per la città, come lo sgravio delle tasse per tutto l’anno”.

Interventi apprezzati dall’assemblea dei ristoratori, che ha riconosciuto gli interventi fatti anche nel corso dell’anno per portare nuovi turisti e visitatori. Ma oggi sono altre le misure ritenute necessarie dai ristoratori per affrontare le conseguenze economiche della pandemia.

La categoria ha chiesto massima collaborazione per arrivare al governo regionale e a quello nazionale per riuscire ad ottenere misure realmente incidenti.

“Anche i piccoli ristoranti, per aprire, dovranno affrontare centinaia di spese al giorno, senza la certezza di poterle recuperare. Comprendiamo che non sono gli organi comunali a poterci fornire risposte che ci consentano di riaprire le attività in sicurezza e alle condizioni che potranno agevolare la ripresa del fatturato”.

“Ad oggi, aumentare il suolo pubblico a disposizione non ci comporta nulla. Le restrizioni e la mancanza di flussi turistici non ci permettono di sopravvivere”.

In molti chiedono di avere agevolazioni a fondo perduto, e manovre che spingano alla crescita del turismo, senza il quale non ci saranno le condizioni per riaprire.

“Veniamo da 2 mesi di chiusura, riaprendo gira il contatore del gas, dell’acqua, del telefono, non avendo introiti, a cosa vale la riapertura? Rappresenta per noi la ghigliottina. L’unica cosa da fare è chiudere i locali”. 

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