Lo “scaro” di Palermo al collasso, 40mila metri quadri vuoti: troppo bassi gli accessi consentiti

Una crisi nera ha colpito il mercato ortofrutticolo di via Montepellegrino, da marzo gli accessi sono disciplinati da un sistema telematico

PALERMO – Contingentati gli ingressi per evitare il rischio da Covid-19, adesso non resta che darsi da fare per evitare che lo storico scaro palermitano fallisca. A quattro settimane dalla riapertura del mercato l’attività produttiva non decolla: 69 aziende rischiano di chiudere le saracinesche. I numeri degli accessi troppo bassi non garantiscono la copertura economica ai concessionari che hanno visto calare del 70% gli incassi. Da settimane chiedono una variante al piano di sicurezza, alla base della richiesta un aumento graduale degli ingressi.

Una crisi nera ha colpito il mercato ortofrutticolo di via Montepellegrino quasi al collasso, complice del Coronavirus è il numero troppo basso di ingressi previsti giornalmente dal nuovo sistema di prenotazione telematica.

La nuova piattaforma creata dal comune di Palermo ha messo in sicurezza gli operatori del mercato senza però misurarsi con la realtà del luogo. Da fine marzo possono prenotarsi giornalmente per entrare al mercato, 69 produttori locali e 200 clienti (suddivisi in fasce da 100). Numeri insufficienti, considerando 40mila metri quadri di superficie del mercato, 400 addetti alle vendite e una città di un milione di abitanti da approvvigionare.

Padiglioni deserti come mai si erano visti a Palermo, pochi produttori  scaricano merce e ancora di meno sono gli acquirenti. Eppure i supermercati e i fruttivendoli sono sempre pieni di frutta e verdura fresca. Questo fa sospettare che l’enorme bacino di utenti si sarebbe potuto spostare verso i mercati più piccoli tra Villabate, Bagheria, Misilmeri, Terimini Imerese e Partinico.

 

 

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