Coronavirus, si può fare una passeggiata con i bambini?

"È possibile farlo", l'avvocato Traina spiega il perché

È polemica tra i genitori che vorrebbero far prendere un po’ d’aria ai piccoli

PALERMO – I bambini hanno perso i contatti con il mondo esterno da quando scattato il lockdown, prolungato a causa dell’emergenza Covid19. Da più di 40 giorni si trovano dentro le mura domestiche, i più fortunati hanno un giardino dove giocare e prendere un po’ d’aria.

La nuova ordinanza emessa il 18 aprile dalla Regione Sicilia apre chiaramente ai podisti e alle consegne a domicilio per pizzerie e ristoranti, ma non fa cenno ai bambini. Per questo si è alzato un polverone che aumenta la confusione tra i genitori che vorrebbero portare fuori per una passeggiata i propri figli.

C’è al momento un punto fermo: vietato andare in parchi, ville, aree gioco e giardini pubblici, perché non sono consentite attività ricreative o ludiche.

Per il resto consente o no le passeggiate ai più piccoli? Oppure bisognerà attendere il 4 maggio?

Sull’argomento si è sollevata una diatriba interpretativa del decreto, non solo tra i genitori. Da una parte c’è chi dice che non è possibile uscire per una passeggiata con i bambini. Dall’altra, c’è chi ha sviscerato delibere e DPCM e sostiene che si può, tra questi l’avvocato penalista Marco Traina.

“Si può far prendere aria ai propri figli”, risponde alla domanda l’avvocato. “L’ordinanza n.17 del 18/04/2020 della Regione Sicilia – spiega – stabilisce che la precedente ordinanza n.16 dell’11/04/2020 resterà in vigore fino alla mezzanotte del 18/04/2020, dopodiché si applicherà all’intero territorio regionale il DPCM del 10/04/2020. L’ordinanza n.16 della Regione Sicilia impediva l’esercizio di ogni attività motoria all’esterno. Venendo meno tale ordinanza – commenta Traina – trova applicazione il citato DPCM del 10 aprile 2020 che diversamente consente l’esercizio di attività motoria all’esterno in forma singola e nelle adiacenze della propria abitazione. Inoltre, con l’entrata in vigore di tale DPCM – aggiunge – tutti i precedenti provvedimenti della Presidenza del Consiglio dei Ministri (ossia il DPCM dell’08/03/2020, il DPCM del 09/03/2020, il DPCM dell’11/03/2020, il DPCM del 22/03/2020 e il DPCM dell’01/04/2020) hanno cessato ogni efficacia”.

La possibilità di fare attività motoria all’esterno era già prevista dal DPCM del 09/03/2020 (assorbito dall’ultimo DPCM), ed inoltre era prevista anche dall’ordinanza del 20 marzo 2020 del Ministero della Salute. Tranne per quelle regioni che avevano emanato ordinanze più restrittive come la Sicilia, Campania e Friuli Venezia Giulia.

“Il Ministero dell’Interno, poi, con una circolare (del 31/03/2020) che ha fatto molto discutere, qualche settimana fa ha chiarito che cosa debba intendersi per attività motoria da espletarsi all’esterno, stabilendo che in tale accezione è da ricomprendersi anche quella esercitata da un solo genitore col proprio figlioletto, ma sempre nelle vicinanze della propria abitazione”.

“Quindi, alla fine di questo percorso itinerante – conclude l’avvocato- tra i vari provvedimenti emessi sia dal governo nazionale che da quello regionale, possiamo concludere dicendo che è consentita la possibilità di scendere sotto casa per far prendere un po’ d’aria al proprio figliolo dopo tutti questi giorni di quarantena”.

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