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Monreale, uscite scaglionate dei cittadini allo studio dell’amministrazione

Il sindaco: "Stiamo valutando a quante persone dare la possibilità ogni giorno di poter uscire da casa"

Uscite scaglionate e in ordine alfabetico? Potrebbero essere realtà a Monreale. La Giunta normanna, infatti, sta già affrontando la questione. La proposta avanzata questa mattina da Filodiretto (vedi la lettera al sindaco del  nostro amico e collaboratore Rodolfo Lo Iacono) piace al sindaco di Monreale , che già in tempi non sospetti stava pensando di attuarla.

Sono diversi i Comuni, anche siciliani, che hanno attuato il provvedimento,  che impone ulteriori limitazioni al fine di limitare gli spostamenti e ridurre il rischio di contagio da Coronavirus tra la popolazione. Questi e altri provvedimenti saranno presi in considerazione dal sindaco e dallo staff della giunta. L’obiettivo principale è tutelare la salute dei cittadini.

Non una decisione semplice. “Stiamo valutando a quante persone dare la possibilità ogni giorno di poter uscire da casa”, conferma Arcidiacono. Il nodo da sciogliere risiede prima di tutto su quante volte dare la possibilità al cittadino di poter uscire da casa nel giorno in cui gli è concesso.

In sostanza, se la giunta monrealese dovesse approvare l’uscita scaglionata dei cittadini divisi in ordine alfabetico, non significa che chi ha diritto a uscire nel giorno x può uscire quante volte vuole ma deve comunque attenersi alle limitazioni già in vigore. Si deve uscire, quindi, solo in caso di comprovate necessità di salute e di lavoro. Ed è chiaro che se il cittadino dovesse uscire di mattina, sarebbe corretto non uscire nel pomeriggio.

A Giuliana lo scaglionamento delle uscite è già realtà ma si tratta di un piccolo Comune in cui è molto più facile “gestire” le uscite dei cittadini. Diversa è la situazione di Monreale, che conta oltre 38 mila residenti, e che ha una grossa fetta di popolazione residente nelle frazioni e nelle campagne.

5 Commenti
  1. Pino scrive

    E come terrete in considerazione chi è in smart working (o telelavoro) e deve garantire a casa la presenza? Molte persone abilitate allo smart working hanno solo il sabato a disposizione per fare la spesa.

  2. Pino scrive

    So benissimo che lo smart working in teoria non presuppone orari fissi di lavoro, ma sappiamo benissimo che nella maggior parte dei casi non è così e che i datori di lavoro utilizzano anche i social per assicurarsi che i dipendenti stiano rispettando l’orario consueto di lavoro.

  3. giuseppe scrive

    a me mi pare una cosa non fattibile a parte il signore che e preoccupato pr lo smart working

  4. Muzaka scrive

    La giunta non è normanna, non usiamo parole a casaccio perchè fa figo.

  5. giuseppe scrive

    muzaka lei e monrealese di germania

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