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Il nostro pianeta è divenuto così imperfetto da essere più che la culla dell’uomo la sua tomba

Platone e tantissimi filosofi e pensatori hanno teorizzato la città ideale per l’uomo. Dal pensiero al reale c’è un gradino che inevitabilmente implica la discesa e che costringe a fare i conti con innumerevoli problematiche. 

Pur se l’idea risulta perfetta, nel suo esplicarsi nel mondo reale, essendo di per sé imperfetto, viene a sformarsi, ciò che è tondo e privo di errore nel suo essere in sé, diviene copia meno perfetta. 

Tutto questo è tra virgolette normale, gli architetti sanno bene quanto poi quel progetto meraviglioso muti quando si fanno i conti con la realtà. Questo lungo discorso mi è servito come premessa perché io mi chiedo come mai il nostro pianeta sia divenuto così imperfetto da essere più che la culla dell’uomo la sua tomba. 

Forse da un po’ di tempo più che partire da idee brillanti e ottimali già si traballa nel concepirle o a volte credo che ci sia dell’utile proprio nel concepire pensieri infelici. Sarò “mal pensante”? 

Forse non c’è una semplicistica risposta al degrado odierno, ma credo che il mondo governato da statisti privi di nous e logos, privi cioè di principi fondanti morali e etici, possa essere una risposta. 

Questi governanti non si sono più chiesti come poter realizzare il migliore dei mondi ma hanno pensato al regno migliore per se stessi, un luogo nel quale sguazzare felici e dimentichi delle conseguenze che ha in serbo la ricerca assoluta dell’eudaimonia fine a se stessa.

Questo è stato l’errore più grande dell’uomo, aver perso di vista il suo essere integrato in una polis nella quale ogni essere è utile e ogni essere ha dei doveri nei confronti della comunità. 

Se, di contro, come è successo, succede e succederà, il denaro, il potere, l’assolutismo diventano lo scettro che tutto dirige, allora sarà possibile che il mare diventi discarica, l’aria sia ciminiera, il terreno culla di scoli inquinanti, che la fame uccida ancora e che specularmente il cibo uccida per il suo essere insano e per le quantità ingurgitate nelle zone più ricche del mondo. 

Decidere di lasciar governare menti insane è storia vecchia, trita e ritrita ma ciò che fa più paura è che stiamo comodamente sdraiati lasciando che la pellicola scorra, sicuri che tutto si riparerà. 

Siamo adepti di un’eugenetica che possa risanare il nostro pianeta, i rapporti malati con i figli e con gli altri umani, siamo certi che tutto si aggiusterà senza fatica. Nel mondo dell’usa e getta è sicuramente rassicurante pensare di ricostruire un nuovo pianeta Terra o occuparne un altro simile al nostro, piuttosto che metterci di buona lena fissando princìpi guida che possano sanare ciò che di non buono si è oramai innestato nel nostro DNA, è come se avessimo dimenticato le lezioni che la Storia e la Filosofia ci hanno lasciato in eredità. 

Concludo il mio pensiero con Cicerone:

“La storia in verità è testimone dei tempi, luce della verità, vita della memoria, maestra di vita, messaggera dell’antichità”…E noi sembriamo, oramai, orfani del nostro glorioso passato colmo di cultura e bellezza.

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