Vertice al Municipio su questione rifiuti, ex Mirto chiedono il licenziamento

Intanto Cgil e Uil firmano nota congiunta a tutela delle garanzie occupazionali

Un’accesa riunione si è svolta ieri pomeriggio all’interno della Sala Rossa del Palazzo di Città. Al vertice hanno preso parte un gran numero di lavoratori rimasti in bilico tra la Mirto e la New System Service. La prima è la ditta esclusa dal Comune di Monreale dal servizio di raccolta e spazzamento dei rifiuti, la seconda è stata chiamata in sostituzione della Mirto. In Sala Rossa anche il sindaco di Monreale Arcidiacono, Antonino Celano (Uil Trasporti) e Valerio Lombardo (Cgil-Fp). 

Involontari protagonisti della querelle sono i lavoratori che al momento prestano servizio per la nuova ditta di Marsala ma che risultano ancora sotto contratto con la Mirto. La società di San Cipirello, come la stessa ha sottolineato con una nota di diffida al Comune, non ha alcuna intenzione di tirarsi indietro, almeno fino a quando non sarà messa la parola fine dal Tar – non scontata – che dovrebbe riunirsi in sede collegiale tra una decina di giorni. 

Al fine di porre l’attenzione sulla condizione in cui versano i lavoratori, le sigle sindacali Cgil e Uil hanno sottoscritto una nota congiunta nell’interesse e a tutela delle garanzie occupazionali degli stessi lavoratori. Secondo quanto contemplato da Cgil e Uil “la ditta Mirto dovrebbe licenziare i lavoratori al fine di consentire il passaggio degli stessi al nuovo appaltatore  ed effettuare altresì la chiusura del cantiere”. Un passaggio fino ad oggi che la Mirto non ha compiuto, sempre secondo le sigle sindacali, e “i lavoratori si trovano in un limbo amministrativo”. L’amministrazione monrealese, intanto, ha già provveduto a inviare la documentazione, corredata da apposita relazione, al Prefetto di Palermo e agli organi competenti.

I lavoratori personalmente chiederanno alla Mirto  di essere licenziati; dovranno essere assunti direttamente dalla New System Services e non tramite agenzia interinale (il riferimento è agli ex Ato, ex tech esclusi ndr). Il bacino di lavoratori chiederà alla Mirto s.r.l. di procedere entro tre giorni dalla ricezione della nota alla risoluzione del rapporto di lavoro e di trasmettere alla società subentrante l’elenco dei nominativi dei lavoratori che “hanno diritto di essere assunti alle dipendenze di quest’ultima”. 

Commenta la notizia

L'indirizzo email non verrà pubblicato.