Cerda, dettero alle fiamme le auto del sindaco Andrea Mendola, condannati ad un totale di 40 anni di reclusione

0

PALERMO – Sono stati condannati per avere dato alle fiamme tre autovetture intestate alla famiglia dell’allora sindaco di Cerda Andrea Mendola. La Corte d’Appello di Palermo ha riconosciuto quali  mandanti ed esecutori materiali Contino Stefano, Intetbartilo Gandolfo e Muscarella Gaetano.

La vicenda risale al 30 ottobre del 2012. I carabinieri della locale stazione e della compagnia di Termini Imerese indirizzarono le indagini verso la consorteria mafiosa che non tollerava l’operato amministrativo del sindaco di Cerda considerato non avvicinabile dalla famiglia mafiosa locale che aveva in progetto di far dimettere Mendola per potere eleggere candidati vicini a Cosa Nostra.

Mendola, infatti, aveva caratterizzato la propria azione amministrativa in un contesto di legalità in particolare nella gestione del personale e negli appalti pubblici. In più occasioni aveva rassegnato con denunzie alle autorità di polizia i tentativi da parte di Cosa Nostra di influenzare scelte amministrative.

Dopo poco tempo il sindaco, preoccupato per la gravissima intimidazione, rassegnò le dimissioni. Dopo mesi di indagini furono inchiodati i mandanti e gli esecutori materiali nelle persone di Contino Stefano, Intetbartilo Gandolfo e Muscarella Gaetano, arrestati nel contesto della operazione denominata Black Cat. Nel corso del processo Andrea Mendola decise di costituirsi parte civile, assistito dagli Avvocati Salvino Caputo e Francesca Fucaloro. In primo grado i predetti vennero condannati a risarcire i danni causati al Mendola. Ieri la Corte di Appello di Palermo, Sezione prima penale, ha condannato Contino alla pena di anni 12, Intetbartilo alla pena di anni 14 e Muscarella alla pena di anni 14. Confermato il risarcimento per i danni morali e materiali subiti da Mendola oltre al pagamento delle spese processuali di entrambi i gradi di giudizio.

Commenta la notizia

L'indirizzo email non verrà pubblicato.