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Raccolta fondi defibrillatori. Il Comune di Corleone revoca il patrocinio, ma restano degli interrogativi

CORLEONE – Dopo giorni di acceso dibattito e incomprensioni, il sindaco Nicolò Nicolosi ha deciso ieri in aula consiliare di revocare il patrocinio concesso al progetto “Salva una vita, città cardio protetta”. Il progetto era stato proposto dalla ditta Sarpiz Comunication, e aveva ricevuto il supporto del Comune tramite una lettera referenziale firmata dal sindaco.

Con questa lettera, però, la Sarpiz si accreditava a nome del Comune di Corleone presso gli imprenditori della città per raccogliere fondi che sarebbero stati destinati all’istallazione di 1 o 2 defibrillatori. Le attività commerciali sarebbero state, in cambio, pubblicizzate in apposite targhe.

Tutto cambia quando viene fatta notare la quantità di denaro che la Sarpiz riesce a raccogliere (somma che si aggira intorno ai 10.000 €) e le modalità con cui la ditta si presentava ai commercianti – facendosi anche precedere da una telefonata in cui si presentavano come Comune di Corleone.

“Noi pensavamo di avere a che fare con un’associazione di promozione sociale – ha dichiarato Nicolosi -, il recupero di un utile finanziario compatibile era previsto ma non ci aspettavamo queste cifre. Quando abbiamo capito che si trattava di un’azione di tipo finanziario l’abbiamo bloccata e abbiamo inoltrato ai vigili urbani il contatto che ci avevano fornito”.

Alcuni imprenditori di Corleone hanno fatto donazioni ingenti per il progetto, arrivando fino a 500 €. Certi di loro hanno chiesto il denaro indietro dopo la revoca del patrocinio, altri no. L’incontro di ieri è servito quindi a bloccare l’iniziativa con revoca ex tunc (con valenza retroattiva), ma restano alcuni dubbi sollevati da Maurizio Pascucci, del gruppo di minoranza.

In una interrogazione preparata la settimana scorsa e che sarà sottoposta al Consiglio comunale, Pascucci chiede espressamente se siano stati opportunamente valutati gli interlocutori del Comune prima di concedere il patrocinio. In un’intervista di qualche giorno fa lo stesso Pascucci aveva dichiarato: “Il Comune non può prestarsi a fare queste cose. Chi ha gestito tutto questo, la vicesindaco Maria Clara Crapisi, naturalmente dovrà rispondere ai cittadini e politicamente in Consiglio comunale, perché ha fatto firmare una lettera al sindaco senza verificare prima e ha responsabilità politica di quanto avvenuto”.

“La società Sarpiz mi ha fatto recapitare la lettera inviata al sindaco il 10 giugno 2019, dove si spiega il progetto ‘Salva una vita’ evidenziando il percorso profit – scrive oggi Pascucci sul suo profilo facebook -. Chi ha fatto l’istruttoria per il patrocinio e proposto al sindaco di fare la lettera di referenze da evidenziare ai commercianti corleonesi? Chi ha rassicurato, verbalmente e attraverso i social, la bontà del progetto (a cui da oggi viene revocato il patrocinio)? Come mai il sindaco nel revocare il patrocinio adotta la formula ex tunc?[…] Com’è possibile che in una comunità commerciale in crisi e in depressione economica molti imprenditori avvertano la necessità di effettuare una promozione pubblicitaria pagando agevolmente quote da 500 a 1.000 euro? Com’è possibile che la presenza in città di 2 defibrillatori abbia mobilitato tanto spirito di solidarietà alla luce anche di una previsione di fornitura di 10 defibrillatori con il denaro del bilancio comunale? Attendiamo la risposta scritta all’interrogazione per capire meglio cosa sia successo e chi ha commesso errori”.

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