Palermo, 6 giugno 2019 – La polizia si stata ha eseguito questa mattina un’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal GIP del Tribunale di Palermo su richiesta della direzione distrettuale antimafia della procura di Palermo. Sono stati arrestati i seguenti sodali della famiglia mafiosa di Carini, indagati a vario titolo per i reati di associazione mafiosa e detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio:
Antonino Di Maggio, nato a Torretta, classe 1954
Vincenzo Passafiume, nato a Palermo, classe 1950
Salvatore Amato, nato a Carini, classe 1961
Fabio Daricca, nato a Palermo, classe 1977
Alessandro Bono, nato a Palermo, classe 1979
Antonino Vaccarella, nato a Palermo, classe 1983
Salvatore Lo Bianco, nato a Palermo, classe 1994
Giuseppe Daricca, nato a Palermo, classe 1990
Giuseppe Patti, nato a Palermo, classe 1982
Il provvedimento è conclusivo delle attività di indagine effettuate dalla squadra mobile di Palermo sulla famiglia mafiosa di Carini, grazie anche alle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Gaspare Pulizzi, Francesco Briguglio e Antonino Pipitone.
Antonino Di Maggio è sicuramente il personaggio più rilevante: considerato il reggente della famiglia mafiosa di Carini fino al momento del suo arresto, avvenuto nel novembre 2016, con l’accusa di aver partecipato al duplice omicidio di Giuseppe Mazzamuto e Antonino Falilla.
Vincenzo Passafiume e Salvatore Amato sono ritenuti i collaboratori più stretti del Di Maggio, incaricati della gestione delle estorsioni. Fabio Daricca, affiliato a totale disposizione del capofamiglia, fungeva invece da collettore tra la famiglia e un sodalizio criminale dedito al traffico di sostanze stupefacenti.
Nello specifico Passafiume era uomo di assoluta fiducia di Di Maggio, al punto da poter gestire, insieme ad Amato, una complessa vicenda relativa alla compravendita di un terreno sito a Villagrazia di Carini del valore di circa 500/600 mila euro. L’affare vedeva coinvolto il boss Di Maggio come percettore finale di ingenti somme di denaro.
Gli uomini di Di Maggio controllavano capillarmente il territorio di riferimento, sottoponendo ad estorsione gli operatori economici della zona. I commercianti dovevano essere minuti di una sorta di “autorizzazione” prima di poter avviare qualunque attività.
I fratelli Daricca, Fabio e Giuseppe, insieme a Bono, Vaccarella, Lo Bianco e Patti rispondono invece di traffico di sostanze stupefacenti, in particolare cocaina.
Presso un immobile abbandonato a Villagrazia di Carini, identificato come base operativa del sodalizio criminoso, sono state sequestrate alcune partite di cocaina e le attrezzature per la pesa e il confezionamento della sostanza.
Inoltre Alessandro Bono, narcotrafficante di livello internazionale che si occupava personalmente dell’importazione di cocaina dal Sud America, e Fabio Daricca, già condannato per reati analoghi nel corso del processo Addio Pizzo 5, sono stati individuati come i vertici dell’organizzazione dedita allo spaccio di stupefacenti.