Con la scusa degli esorcismi praticava abusi sessuali, anche su una bambina. In manette il prete Salvatore Anello

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Palermo, 29 maggio 2019 – Condanna a sei anni e dieci mesi di reclusione per Salvatore Anello. Il soggetto, prete cappuccino e cappellano dell’ospedale Civico, approfittava del suo ruolo per palpeggiare tre donne e una bambina di 11 anni.

Esorcismi, preghiere di liberazione, imposizione delle mani. Le solite scuse adottate per mettere le mani addosso a chi è più debole e non può difendersi. Le vittime si recavano da lui per uscire dal tunnel dell’ossessione e si ritrovavano catapultate in un altro tunnel.

Ma Salvatore Anello non era l’unico coinvolto in queste pratiche brutali: insieme a lui, nel 2016, era stato arrestato anche Salvatore Muratore, colonnello dell’esercito. Il colonnello, che prendeva parte al gruppo di preghiera, faceva spogliare le ragazzine e inculcava loro di dover lottare contro il male. Ovviamente i palpeggiamenti e i rapporti sessuali servivano a liberarle dal male, diceva lui.

Salvatore Anello imponeva le mani, un po’ ovunque in realtà. A cominciare dalle cosce per poi spingersi fino a dentro le mutandine e il reggiseno. In questo modo, organizzando gruppi di preghiera fittiziamente destinati alla liberazione delle anime, il soggetto faceva i comodi suoi a discapito di vittime spesso inconsapevoli, deboli e con problemi psichici.

L’imputato dovrà pagare provvisionali immediatamente esecutive in favore delle quattro parti civili, assistite dalle avvocatesse Antonella Arcoleo e Ambra Di Cristina. La richiesta del pm era stata di 10 anni. Sei anni e due mesi erano stati inflitti, col rito abbreviato, all’altro soggetto coinvolto, Salvatore Muratore. Quest’ultimo era addirittura accusato di violenze più gravi.

Entrambi, insomma, approfittavano della buona fede delle donne ma anche di mariti e genitori, che si affidavano a loro per le preghiere. Abusi e umiliazioni. Ma non sempre univoci erano i racconti delle vittime, a dimostrazione dell’opera di convincimento che operavano i due soggetti. La difesa si preparerà all’appello sostenendo che “c’è una distanza siderale tra le circostanze di fatto narrate e la prova dell’intenzione dolosa di tipo sessuale”.

Solo poco tempo fa, a Montelepre, era stato arrestato Salvatore Randazzo, che si spacciava per esorcista per raggiungere gli stessi beceri scopi dei due già detti prima. In tutto questo la Sicilia, dal 2012, ha assistito a una crescita esponenziale dei soggetti ritenuti “indemoniati”, con conseguente aumento anche degli esorcismi.

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