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Dopo più di 10 anni si candida a sindaco di Monreale, “lasciando i partiti alla Rocca”. Intervista a Roberto Gambino (VIDEO)

Monreale, 25 marzo 2019 – Roberto Gambino, 51 anni, laureato in psicologia, è un dipendente dell’ASP di Palermo, dove si occupa di progettazione e formazione. In passato è stato segretario della sezione monrealese del PCI, dei DS, dei PDS e poi del PD. Nel 2004 divenne vicesindaco di Toti Gullo, ma nel 2007 lasciò l’incarico. Da allora è uscito dalla scena politica monrealese. Da anni non ha più una tessera di partito. Adesso si ripresenta a Monreale come candidato sindaco, sostenuto dal movimento civico “Il Mosaico” e dalla lista “Monreale bene comune”.

La passeggiata non può che cominciare chiedendo quale sia stato il motivo che l’ha portato, dopo questa lunga assenza, ad impegnarsi attivamente in politica. 

R: Dall’avvio di un percorso di progettazione partecipata, lanciato due anni fa, con una rete di associazioni che guardavano alle problematiche presenti nel territorio, è nata la proposta politico programmatica che è sfociata nella mia candidatura a sindaco di Monreale. Abbiamo deciso di esserci per dare un contributo, dopo la nascita della nostra associazione che ha come finalità anche il coinvolgimento dei cittadini in processi di partecipazione attiva. Ma anche visto il vuoto di proposte politiche sul territorio, e dinanzi alle difficoltà oggettive, legate al dissesto finanziario ma anche al dissesto etico culturale del paese in questi anni.

Manca un impegno degli attori politici del territorio nell’essere coerenti rispetto ad una impostazione utile per la città. Abbiamo tentato di scompaginare il campo. I partiti politici devono lasciare i loro simboli alla Rocca. Bisogna mettere insieme tutte le persone, le competenze e le energie necessarie e utili per rilanciare il territorio. L’obiettivo del programma potremmo riassumerlo così: orgogliosi di essere monrealesi.

D: Cosa significa progetto civico, in cosa si differenzia da un’accozzaglia elettorale di soggetti politici diversi? E in cosa il vostro progetto differisce dagli altri che si propongono in questa consultazione?

R: Chi è all’interno ha chiaro cosa è e come si è costituito il Mosaico. Vi sono tanti tasselli. Tanti hanno una esperienza politica pregressa, ma molti altri non hanno fatto mai politica. Tantissimi nell’ultimo periodo hanno votato movimenti diversi a livello nazionale. 

D: Alcuni dei vostri candidati hanno tessere di partito, non è un elemento di imbarazzo?

R: Dei circa componenti del Mosaico, uno solo ha la tessera.

D: Queste differenti provenienze politiche non potranno crearvi dei problemi quando si dovranno fare delle scelte, ad esempio di spesa? Privilegerete il sociale o le attività produttive?

R: Abbiamo centrato il nostro programma sul metodo di governo. Siamo tutti d’accordo su come stiamo definendo il programma di governo della città. Abbiamo fatto un percorso faticoso, e una parte della città ne ha accolto le opportunità. Gira intorno al metodo della partecipazione e della pianificazione strategica. Il nostro non è un contratto di governo, ma un programma condiviso pezzo a pezzo con i portatori di interesse del territorio.

D: Ma se Roberto Gambino dovesse arrivare al ballottaggio, non incontrerà grosse difficoltà nel dialogare con altre forze politiche che non adottano questa impostazione?

R: Non è detto che arriveremo al ballottaggio, siamo partiti per dare la testimonianza che è possibile riportare in città la politica pulita, della serietà, della programmazione e della pianificazione.

Noi lavoriamo per il futuro, anche se non dovessimo arrivare al ballottaggio ci saremo a prescindere. In fase di ballottaggio, sempre con il nostro metodo, apriremo una discussione con tutte le forze.

D: Nessuna esclusa?

R: Con quelle che si riconoscono nel nostro programma.

D: Ma voi già conoscere i vostri avversari. Con il sindaco uscente, Pietro Capizzi, con Salvino Caputo o Alberto Arcidiacono, giusto per fare dei nomi, si può aprire un dialogo? Chi possiamo escludere?

R: Con alcuni penso non ci potranno essere elementi di incontro. Già dall’inizio, ad esempio, abbiamo escluso la Lega. Ma in fase di ballottaggio dobbiamo ripartire dal progetto iniziale di lasciare alla Rocca i partiti e mettere insieme le energie migliori. Questo è il metodo. 

Salvino Caputo è distante dal nostro percorso, dalla nostra politica, ma conosco gente che lo voterà e che guarda con interesse alla nostra impostazione, e con speranza. Gli elettorati e le persone che compongono gli schieramenti in campo non sono legati al candito sindaco. Discuteremo con i candidati e i loro sostenitori sulle proposte concrete, e apriremo un dibattito all’interno del nostro movimento. Il metodo nostro rimane quello.

D: Lei ha designato assessore il consigliere Rosanna Giannetto, che cinque anni fa fu il consigliere donna più votato. Questa scelta risponde ad una logica elettorale o a un principio meritocratico?

R: Quello di Rosanna Giannetto è stato uno dei nomi presi in considerazione come candidato sindaco da vari gruppi politici organizzati sul territorio. Ed è un componente di “Monreale bene comune”, che sta convergendo sulla mia candidatura. Ho trovato naturale designare assessore una figura ampiamente condivisa anche da esponenti politici che stanno appoggiando altri candidati sindaco. È un segnale di riconoscimento del nostro metodo e di apertura.

D: Rosanna Giannetto ha lanciato la proposta del tempo pieno nelle scuole, ed è stata tacciata dall’assessore Serena Potenza per avere fatto demagogia con promesse elettorali irrealizzabili.

R: Il ragionamento sul tempo pieno è corretto. Attraverso il tempo pieno può passare un progetto educativo sulla città, di contrasto alla dispersione scolastica e all’abbandono.

D: Realizzabile nell’arco dei 5 anni?

R: No, ma si può fare sperimentazione nell’arco dei 5 anni. Già una esperienza sul tempo prolungato è stata fatta tanti anni fa dal preside Aricò a Monreale. Non serve che la Potenza ci faccia l’elenco delle classi e delle deficienze del sistema scolastico monrealese. Ma bisogna cominciare a programmare adesso un piano straordinario legato all’edilizia scolastica e al potenziamento degli aspetti che possono portare alla sperimentazione e poi ad un allargamento del tempo pieno e del tempo prolungato, così come si fa in tutti i paesi civili del mondo e anche in Italia.

D: Possiamo esprimere un voto positivo sul lavoro fatto dall’attuale amministrazione sul progetto scuola innovativa che sta consentendo di ricevere un grosso finanziamento?

R: Certo. È nostra intenzione andare a riprendere tutti gli elementi di progettualità che sono in campo e portarli avanti, chiamando, se sarà il caso, chi ne è stato fautore.

D: Quali interventi possono dare risultati tangibili già nel primo anno?

R: È necessario riorganizzare i servizi, puntando sulle risorse umane. Rivedere convenzioni in corso d’opera. Nel settore del turismo, ad esempio, bisogna riaprire immediatamente i gabinetti pubblici, pulire la scalinata, renderla fruibile. C’è un progetto dell’associazione commercianti, che coinvolge anche il liceo artistico, che prevede la sistemazione in modalità artistica della scalinata di via Torres con l’utilizzo di maestranze locali. Esistono i finanziamenti per questo scopo. Dove ci sono i gabinetti pubblici vedrei un info point con operatori a disposizione dei turisti.

D: Sulla questione dei tassisti monrealesi, che lamentano la concorrenza dei colleghi palermitani, il sindaco Piero Capizzi, nonostante le interlocuzioni trattenute con il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, non ha trovato una soluzione. Salvino Caputo ha fatto incontrare i tassisti con l’assessore regionale ai trasporti. Lei propone una soluzione?

R: Questo problema, così come quello dell’accesso dei turisti a Monreale, rientra all’interno di un discorso più ampio sulla mobilità interurbana, che deve essere affrontato nell’ottica del collegamento tra i beni UNESCO. Non è possibile che facciamo parte del comprensorio che collega Monreale con Palermo e Cefalù e poi non riusciamo a dialogare sul problema dei tassisti, o del 389. I tassisti conoscono la mia idea e quale è stato il mio impegno in passato.

Abbiamo già avviato un dialogo con Palermo. Ma non ne facciamo pubblicità. In questa fase vogliamo enunciare principi di tipo programmatico, con serietà. L’attività più fumosa la lasciamo ad altri candidati.

VEDI LE PRECEDENTI INTERVISTE:

UNA PASSEGGIATA CON … SALVINO CAPUTO

UNA PASSEGGIATA CON … MASSIMILIANO LO BIONDO

UNA PASSEGGIATA CON … FABIO COSTANTINI

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