La pizza secondo “Re Ruggero”. Grani antichi, bufala di Paestum e pistacchio di Bronte

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Monreale, 13 marzo 2019 – La farina doppio zero è bandita dalla cucina di “Re Ruggero”. “Molte pizzerie utilizzano questo tipo di farina perché rende molto più facile la lavorazione dell’impasto. Ma si tratta di una farina raffinata che ha perso le sostanze nutrienti. Per le nostre pizze abbiamo scelto di fare uso di farine semi integrali o integrali”.

Gabriele Mocera

 Gabriele Mocera ha 29 anni, e da due ha rilevato la gestione del ristorante “Re Ruggero”, posizionato a due passi dal Duomo di Monreale, proprio di fronte le absidi. 

In questi anni la cucina del suo locale è divenuta tra le più apprezzate della città, ma buona parte della clientela arriva appositamente dalla vicina Palermo. Una clientela oramai affezionata, ma esigente, che lo ha premiato per la qualità dei piatti e soprattutto delle materie prime utilizzate.

E così è possibile richiedere una pizza ai 5 cereali o preparata con farine tratte dai grani antichi siciliani, come Tumminia e Russello. Ma vengono soddisfatte anche le richieste dei clienti che preferiscono il Kamut, una varietà specifica di khorasan, un grano antico coltivato già ai tempi degli Egizi. 

“Per rendere la pizza più digeribile l’impasto viene sottoposto ad una fase di maturazione lenta”. Un passaggio che precede la lievitazione, fatta rigorosamente con lievito madre. Il forno, poi, è rigorosamente a legna.

Nella cucina di “Re Ruggero” entrano solamente materie prime di alta qualità, per venire incontro ad una clientela dal palato fine e che pretende di mangiare bene.

Una delle pizze più richieste? “Tra le più apprezzate c’è certamente quella al pesto di pistacchio”. Ed il motivo è semplice: “Ci riforniamo di pistacchio proveniente direttamente da Bronte, lo tritiamo e prepariamo un nostro pesto”.

La mozzarella di Bufala arriva da Paestum, mentre la fiordilatte giunge da Battipaglia. Il caciocavallo e gli altri formaggi provengono dai pascoli dei Nebrodi. Una scelta che fa lievitare i costi di gestione, tanto da essere adottata solamente da pochi ristoranti a Palermo, ma decisamente premiante. “La nostra clientela si affeziona ai nostri piatti, ci riconosce la bontà dei prodotti utilizzati. Abbiamo adottato da subito questa linea aziendale, costosa, ma che ci ha dato grandi soddisfazioni”.

“Per i vini ci riforniamo presso cantine siciliane, come Azzolino, Firriato, Rapitalà, Donnafugata. Lo stesso vale per le birre artigianali. Ma è possibile trovare birre sempre diverse perché mi piace provarne tante, e quelle che mi convincono le propongo ai miei clienti, che mostrano di apprezzare la possibilità di assaggiare birre differenti”.

Il locale viene anche scelto per festeggiare compleanni, lauree, o per ospitare ricevimenti.

La pizza si può consumare nel locale o la si può prenotare per poi passare a prenderla e portarla a casa. Ma tramite l’app “Just Eat” tutto diventa più semplice. Comodamente, da casa, la si può scegliere sul cellulare. Basta un minuto per acquistarla. Sarà il fattorino a recapitarla, ancora calda, a domicilio.

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