Da ieri per tre giorni previsto lo sciopero dei lavoratori Asu. In Sicilia sono 5mila e sono lavoratori presenti in tutte le strutture pubbliche e private che svolgono servizi essenziali a cui più volte è stata promessa la stabilizzazione.
San Giuseppe Jato, San Cipirello, Corleone sono diversi i sindaci dei comuni siciliani che sostengono la protesta.
Gli Asu non percepiscono uno stipendio ma sussidi. E non viene loro versato alcuno contributo pensionistico. A San Giuseppe Jato, ad esempio, sono impiegati nel settore manutentivo, al cimitero, a scuola, in biblioteca, al Cup ed in altri uffici.
A San Cipirello garantiscono, tra gli altri, anche il servizio scuolabus e l’assistenza durante la refezione scolastica. Ad incontrarli è stato ieri il sindaco Vincenzo Geluso. A sottolineare “il ruolo degli Asu nei Comuni” è stato anche il sindaco jatino Rosario Agostaro.
Mentre a Corleone, ieri è stata affrontata dal Consiglio Comunale la problematica dei lavoratori A.S.U. ed è stato approvato un Ordine del Giorno con deliberazione C.C. n.27 del 26/02/2019.
Sono 61 le unità utilizzate dal Comune di Corleone destinatari di un assegno erogato con mera finalità assistenziale, privi quindi di uno stipendio e di una copertura previdenziale, con fondi del bilancio regionale. Assegno che non viene erogato puntualmente con gravi disagi per i lavoratori e le loro famiglie.
“Gli strumenti normativi sin qui approntati dai vari Governi Regionali – hanno evidenziato il Presidente del Consiglio Pio Siragusa, l’Amministrazione Comunale e condiviso da tutti i Consiglieri di maggioranza e di minoranza – non sono risultati sufficienti a consentire ad oggi, un percorso di stabilizzazione in favore di questi lavoratori che fosse realmente praticabile, soprattutto sul piano finanziario. Si tratta di un obbligo etico prima ancora che giuridico, dare stabilità occupazionale a questi lavoratori introdotti originariamente dal Dlg. 468/97 e che prevedevano progetti formativi della durata massima di 12 mesi al termine dei quali, acquisite le necessarie professionalità e formazione in ambito lavorativo, doveva essere garantita una stabilità occupazionale, ma le attività progettuali invece, previe apposite norme, sono state prorogate di anno in anno fino al 31 Dicembre 2019 sempre nelle more di una stabilizzazione ulteriormente rimarcata dal Dlgs. 81/2000, dal decreto Legge n. 101/2013 coordinato con la legge di conversione 30 ottobre 2013, n. 125 e dal recente Decreto Legislativo 75/2017 del 25 Maggio 2017 oltre che da altrettante leggi regionali intese a recepire la normativa nazionale in materia”.
Per questo motivo, il Consiglio Comunale, il Sindaco Nicolò Nicolosi e la Giunta hanno chiesto un intervento concreto e risolutivo delle istituzioni regionali e nazionali al fine di garantire una stabilità occupazionale ed una dignità lavorativa ad una platea di lavoratori che a fronte di un mera misura assistenziale è chiamata giornalmente a garantire servizi essenziali alla collettività.
Già un mese fa i precari avevano chiesto che il governo regionale avviasse una trattativa con il governo nazionale per l’assunzione a tempo indeterminato i lavoratori socialmente utili e lavoratori di pubblica utilità che da anni lavorano per l’amministrazione pubblica.