Segnala a Zazoom - Blog Directory

Operazione “Pionica”, in nove rinviati a giudizio. Tre sono di San Giuseppe Jato

Trapani, 8 febbraio 2019 – Sono state rinviate a giudizio nove delle sedici persone coinvolte nell’operazione “Pionica”, cominciata il 12 marzo 2018. Tra questi gli jatini Ciro Gino Ficarotta, Leonardo Ficarotta e Paolo Vivirito. Nell’ambito dell’operazione i reati contestati sono vari, da associazione mafiosa, estorsione, favoreggiamento fino a intestazione fittizia di beni.

Girolamo Scandariato

I nove rinviati a giudizio sono il presunto capomafia di Salemi, Michele Gucciardi, di

Gaspare Gucciardi

65 anni (già condannato a 17 anni in primo grado nel processo “Ermes”), il presunto capomafia di Vita, Salvatore Crimi, di 60 anni, la moglie Anna Maria Crocetta Asaro, 47 anni, e il figlio Leonardo Crimi, 24 anni (a questi ultimi due è stato contestato solo il reato di intestazione fittizia di beni), Gaspare Salvatore Gucciardi, 56 anni, Tommaso Asaro, 47 anni, di Partanna, e i già citati Ciro Gino Ficarotta, 67 anni, il figlio Leonardo Ficarotta, 38 anni, Paolo Vivirito, 39 anni, questi ultimi tre di San Giuseppe Jato. A loro volta Ciro Gino Ficarotta, Leonardo Ficarotta e Paolo Vivirito sono stati prosciolti dall’accusa di intestazione fittizia di beni.

Per quanto riguarda invece Vito Nicastri, 63 anni, Roberto Nicastri, 56 anni, Giuseppe Bellitti, 49 anni, tutti di Salemi, Girolamo Scandariato, 50enne di Calatafimi, Melchiorre Leone, 59enne di Vita e Antonio Asaro, 76 anni e Virgilio Asaro, 42enne, entrambi di Partanna, il 31 gennaio avevano chiesto di essere processati con rito abbreviato.

È un’azienda di 60 ettari sita in contrada Pionica, appartenuta ai Salvo di Salemi, che ha dato il nome all’operazione. L’ex proprietaria dell’azienda agricola, Giuseppa Salvo, si è costituita parte civile, insieme ai Comuni di Salemi e Castelvetrano, le associazioni antiracket di Trapani ed Alcamo, l’associazione Caponnetto, il Centro studi “Pio La Torre” e l’associazione antiracket di Marsale “La Verità Vive onlus”. I pm Dda Carlo Marzella e Gianluda De leo hanno sostenuto l’accusa.

Salvatore Crimi

Nomi importanti, quelli delle persone coinvolte, tra cui spicca quello

Vito Nicastri

dell’imprenditore Vito Nicastri, conosciuto come “re dell’eolico”, che in seguito alle confische subite riuscì a tenere nascosti dei soldi per consentire la latitanza al capo della cupola provinciale, Matteo Messina Denaro. Un nome anche quello di Salvatore Crimi, figlio del capomafia Leonardo “Nanai” Crimi, che fu importante figura della mafia trapanese.

Commenta la notizia

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.