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Fiume Oreto, a Novembre il sopralluogo della Protezione Civile. Oggi ancora nessuna bonifica

Palermo, 6 febbraio 2019 -“Ad oggi nulla è stato fatto e aumenta la preoccupazione per i residenti di Fondo Picone, considerate anche le forti precipitazioni di questi giorni. Chiediamo che si intervenga immediatamente e si garantisca l’incolumità e la sicurezza dei cittadini”. A chiederlo è il consigliere pentastellato del comune di Palermo. Antonio Randazzo lo scorso 8 novembre aveva inviato una richiesta ufficiale al Sindaco Orlando e agli organi di competenza per chiedere di mettere in atto le misure necessarie per garantire il naturale deflusso delle acque del fiume e scongiurare il ripetersi di esondazioni che potessero provocare danni a persone e fabbricati presenti nelle aree vicine. 

Le forti e abbondanti piogge hanno causato già in passato la piena dell’Oreto provocando allagamenti a Fondo Picone. Il fiume è tracimato creando disagi ai residenti del posto. Ma la causa è da ricercare soprattutto nell’assenza di bonifica, la formazione di un accumulo di materiale detritico e la fitta vegetazione cresciuta ai margini del percorso d’acqua non hanno più garantito la piena funzionalità dell’opera di canalizzazione e dunque il regolare deflusso. 

“L’area di Fondo Picone, nei pressi di via Decollati lungo il corso del Fiume Oreto (tra il ponte Oreto e il ponte ferroviario verso mare) è area identificata dal PAI (Piano di assetto idrogeologico) come Rischio Alluvione R4, cioè molto elevato – ha spiegato il grillino -. Lo scorso 3 novembre, in occasione delle forti precipitazioni, il fiume ha inondato l’area di Fondo Picone. L’acqua è arrivata a quasi mezzo metro d’altezza causando danni e disagi ai cittadini della zona, ma fortunatamente nessun ferito”.

Nonostante dopo il sopralluogo dell’ufficio di Protezione Civile, effettuato il 26 novembre, veniva riscontrata la presenza di “detriti alluvionali misti a vario materiale vegetale (canne in particolare) che impediscono in buona sostanza il regolare deflusso dell’acqua, causa la parzializzazione dell’alveo”, a distanza di due mesi nessuna bonifica è avvenuta.

 

 

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