Monreale, 30 gennaio 2019 – Dopo la partecipazione al progetto dell’ecomuseo della valle dello Jato, lanciato nel 2016, il Comune di Monreale inizia un percorso per la realizzazione di un ecomuseo nel territorio monrealese. Nonostante ancora siano stati solo due gli incontri tra residenti, professionisti e maestranze, sembra che l’iter di progettazione possa portare ottimi risultati.
Sarà il progettista monrealese Natale Giordano, esperto in sviluppo locale e cooperazione internazionale, ad occuparsi di questo progetto che prevede un patto sociale “basato su tre pilastri, la comunità tutela e valorizza il proprio territorio reinterpretando il proprio patrimonio materiale e immateriale”.
La partecipazione attiva della comunità è la chiave del successo di questa iniziativa, che prevede proprio che i residenti siano proprietari del processo e garanti della continuità, dello sviluppo e della promozione dello stesso. “L’ecomuseo trova applicazione dei processi dal basso in cui devono essere coinvolti tutti gli stakeholders locali”, continua Giordano.
Le proposte saranno raccolte e valutate nel corso dei prossimi incontri, si prevedono quindi tempi lunghi e risultati a lungo termine: “il vantaggio di questo processo è da rinvenire neglessero attività pilota nell’ambito di un progetto di cooperazione transregionale già finanziato sulla valorizzazione della dieta mediterranea, patrimonio immateriale dell’Unesco”.
Domani sera, presso la sede del collettivo Arci di Monreale Link, sarà possibile partecipare a un ulteriore incontro che sarà finalizzato al coinvolgimento di volontari, che per i primi quattro o sei mesi saranno il motore del progetto. I costi di realizzazione dipenderanno da ciò che i promotori e gli enti proporranno, infatti come spiega Giordano “il programma di attività è frutto della co-decisione dei partecipanti ai laboratori”.
Il Comitato Permanente per il Partenariato Euromediterraneo delle autorità locali e delle Regioni (Coppem), l’Ufficio Regionale per l’Europa e il Mediterraneo e la Fondazione Patrimonio Unesco Sicilia sono gli eni promotori del percorso. “L’avvio di un processo costitutivo di comunità – conclude Giordano -, concetto che a Monreale si è fortemente depauperato negli ultimi 20 anni, e la cooperazione con altri 12 territori pilota tra i Paesi mediterranei per lo scambio di buone pratiche e modelli di confronto, saranno i primi e visibili vantaggi”. Dal 4 al 10 febbraio Natale Giordano si recherà a Tirana per il terzo meeting del progetto e per avviare le pratiche di sottoscrizione della Convenzione Unesco della dieta mediterranea da parte del governo albanese.