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“Grande Passo 4”. Estorsione aggravata dal metodo mafioso. Condannati Pietro Vaccaro e Salvatore Coscino

Termini Imerese, 23 gennaio 2019 – Il tribunale di Termini Imerese, al termine di una lunga Camera di Consiglio ha condannato Pietro Vaccaro alla pena di anni 6 e mesi 8 e Salvatore Coscino alla pena di 4 anni e 5 mesi di carcere, nel processo denominato “Grande Passo 4”. Vaccaro, difeso dagli avvocati Pipitone e Modica, era imputato del grave ed infamante reato di associazione di stampo mafioso per il quale è stato assolto con ampia formula liberatoria perché il fatto non sussiste. Difatti la Procura aveva chiesto la condanna ad anni 18 e mesi 6. Invece è stato condannato per la sola estorsione. “Riteniamo – dichiara Pipitone – comunque la sentenza non corretta, e ci riserviamo di fare appello”.

I fatti risalgono a diversi anni fa e si tratta del troncone del processo, una parte del quale definito con il rito abbreviato e tuttora pendente presso la Corte di Appello di Palermo. 

Già nel novembre 2017 il Gup Alessia Geraci aveva condannato sei persone, arrestate nel 2016 dai Carabinieri di Monreale, ritenute le nuove leve del mandamento mafioso di Corleone. Tre invece gli assolti: Vincenzo Pellitteri, Francesco Geraci (classe ’66) e Francesco Geraci (classe ’71). 

Dei dodici arrestati nel blitz “Grande Passo 4”, nove avevano scelto il rito abbreviato. L’indagine era stata coordinata dai pubblici ministeri Caterina Malagoli, Gaspare Spedale, coordinati dall’aggiunto Sergio Demontis. 

A novembre del 2017 erano stati condannati Carmelo Gariffo (14 anni), Bernardo Saporito (8 anni e 8 mesi), Antonino Di Marco (6 anni), Leoluca Lo Bue (10 anni), Pietro Paolo Masaracchia (9 anni e 8 mesi), Vito Flippello (8 anni), a vario titolo per associazione mafiosa, estorsione aggravata e danneggiamento. Pietro Vaccaro, Vincenzo Coscino e Francesco Paolo Scianni avevano scelto il rito ordinario e il processo è proseguito davanti ai giudici di Termini Imerese. 

Tra le parti civile il centro Pio La Torre (avvocato Francesco Cutraro), i Comuni di Corleone e Palazzo Adriano (avvocato Ettore Barcellona), il Comune di Chiusa Sclafani (avvocato Salvino Caputo), Addiopizzo (avvocato Salvatore Caradonna), Sicilindustria (avvocato Vincenzo Lo Re) e Confcommercio (avvocato Fabio Lanfranca).

Pietro Vaccaro e Salvatore Coscino sono stati condannati a risarcire le parti civili costituite e in particolare i Comuni di Corleone e Chiusa Sclafani. “È stato ancora una volta affermato il principio giuridico – ha affermato Salvino Caputo che ha difeso il Comune di Chiusa Sclafani – che i reati di mafia ed estorsione commessi nel territorio determinano un grave danno per le comunità, legittimate a costituirsi parte civile”. 

Gli altri due imputati, Gaspare Gebbia e Filippo Gebbia, hanno subito l’applicazione della misura di sicurezza e della sorveglianza speciale per 2 anni per essere stati gli ideatori di un progetto omicida nei confronti di un imprenditore agricolo di Chiusa Sclafani, difeso sempre dall’avvocato Salvino Caputo.

2 Commenti
  1. Paola scrive

    Ritengo l’articolo da voi pubblicato sulla vicenda “grande passo 4” scarno di contenuti. Uno degli imputati e cioè il sig. Scianni Francesco Paolo è stato assolto con formula piena e purtroppo non ne avete fatto menzione, ciò non vi fa onore!

    1. Luigi Gullo scrive

      Signora Paola, se ci farà avere informazioni sul signor Scianni saremo lieti di potere fare un nuovo articolo

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