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Sindrome della morte in culla? L’ipotesi più accreditata sulla causa della morte della neonata di San Cipirello. Indagati i genitori

Monreale, 14 gennaio 2019 – Sarà l’autopsia disposta dal magistrato per questa mattina a stabilire se la neonata di San Cipirello sia deceduta a causa della sindrome della morte in culla (Sids), al momento la tesi più accreditata, o per altre cause. La “morte in culla” o “morte bianca” colpisce in Italia dai 2 ai 5 casi l’anno ogni 10.000 bambini nati, e procura la morte dei piccoli nel sonno. Così come è successo alla bimba che è stata trovata intorno alle 09,00 del mattino dai genitori in stato di incoscienza, sembra in arresto cardiocircolatorio, e con del sangue fuoriuscito dal naso. L’intervento degli operatori del 118 sembra sia stato repentino. I sanitari, sopraggiunti con due ambulanze, hanno provato a riattivare il battito cardiaco della piccola in attesa dell’arrivo dell’elisoccorso, poi sopraggiunto da Palermo. La bambina è stata poi trasferita al Policlinico del capoluogo siciliano in ambulanza. Ma qui i medici non hanno potuto fare più nulla per salvare la neonata.

La bambina, pochi giorni prima, era stata in ospedale per una puntura al tallone, normale procedura fatta ai neonati per effettuare una diagnosi precoce finalizzata ad individuare malattie congenite del sistema endocrino e metabolico. Una prassi quindi per i neonati, che non dovrebbe avere alcuna correlazione con il decesso della bimba. L’autopsia oggi potrà svelare cosa sia successo.

La famiglia abita in una palazzina della case popolari di San Cipirello. Il paese si è stretto intorno al dolore della madre, di appena 25 anni, e del padre, di 31. La bambina, nata a novembre, ha lasciato un grosso vuoto anche tra i fratelli di 2 e 4 anni.

AGGIORNAMENTO

Sono stati iscritti nel registro degli indagati i genitori della bambina. Un atto dovuto, per permettere la nomina di un consulente tecnico per l’autopsia prevista dopodomani all’istituto di Medina legale del Policlinico palermitano.

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