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Altofonte. Giuseppe Marfia da sette mesi in attesa delle motivazioni della Corte di Cassazione. Ne aveva annullato la condanna disponendo un nuovo giudizio

Altofonte, 14 gennaio 2019 – Risale a circa un mese fa la notizia della liberazione di Giuseppe Marfia, presunto boss di Altofonte che otto mesi fa si è visto annullare dalla Corte di Cassazione la sentenza di condanna al 416 bis per associazione mafiosa. 11 anni e 4 mesi di carcere inflitti sia in primo che in secondo grado, annullati poi dalla Corte Suprema, che ha chiesto il rinvio ad un nuovo giudizio. Il processo è da rifare, ma intanto Marfia è stato scarcerato. Sono scaduti i termini di custodia cautelare. E dopo 7 mesi di attesa delle motivazione della sentenza, a tutt’oggi non depositate, Marfia è tornato in libertà.

L’avvocato Antonino Caleca

«Ci sono ottime possibilità per giungere ad una piena assoluzione – spiega fiducioso l’avvocato Antonino Caleca, legale di Marfia – dato che la Cassazione non ha condiviso la sentenza di condanna».

La difesa punta sul dimostrare che Giuseppe Marfia sia vittima di uno scambio di persona. 

«Il soggetto individuato durante le indagini – spiega Nino Caleca – era infatti soprannominato “ù scienziato”, soprannome che non farebbe riferimento a Giuseppe Marfia che è invece chiamato “Lupiddu”».

Il fatto che non sia ancora stata depositata la motivazione della sentenza non è anomalo, sempre secondo Caleca, visto che Marfia è inserito in un maxi processo, «all’interno del quale tutti gli altri imputati sono stati condannati».

Solo dopo che la Cassazione avrà depositato la motivazione del rinvio si potrà celebrare un nuovo processo in Corte d’Appello.

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