Roccamena, 31 ottobre 2018 – Roccamena è l’unico comune della provincia di Palermo riconosciuto a rischio di spopolamento, ma a vedere le vicende politico-amministrative degli ultimi anni sembra un comune in rovina.
L’amministrazione comunale in carica sta ormai completando il mandato, che scadrà nel prossimo maggio 2019, sempre che non ci sia una conclusione anticipata della sindacatura di Tommaso Ciaccio, ormai costellata da polemiche, come dimostrano le cronache degli ultimi mesi.
Al comune si respira un clima di tensione: Ciaccio è difatti a processo per oltraggio ad un Carabiniere e sta subendo l’ispezione dell’Assessorato agli enti locali della Regione siciliana per essersi “autonominato” a capo dell’ufficio tecnico, (da verificare se possiede i requisiti professionali), peraltro avendo estromesso dal ruolo il vincitore del concorso a suo tempo appositamente indetto. Un aspetto sul quale l’inviato della Regione sarà chiamato a verificare il rispetto della normativa di riferimento.
Il comune si trova attualmente privo del segretario comunale, il terzo che si era avvicendato dal 2014 al 2018, così come si sono avvicendati ben tre responsabili dell’ufficio tecnico prima che il sindaco, come detto, prendesse in mano direttamente l’area tecnica comunale. Anche l’unico vigile urbano di ruolo presente è stato inviato in comando al comune di Monreale, con la conseguente scopertura del servizio per lungo tempo. Sono quindi alcuni anni che la struttura amministrativa non riesce a trovare un’organizzazione stabile, con tutto ciò che ne è derivato.
“Non solo non è stato rispettato il programma elettorale – spiega il consigliere comunale indipendente Angelo Moscarelli – ma si sono susseguiti diversi eventi dannosi per la comunità roccamenese, che hanno pregiudicato ogni possibilità di sviluppo, di riqualificazione, che potesse contrastare il fenomeno, ormai inarrestabile, dello spopolamento”.
La prospettiva nei prossimi dieci-venti anni è quella del paese fantasma, anche se le potenzialità, legate ai beni ambientali e culturali, sembrano essere possedute da questo territorio. Per questo l’inerzia e, per certi versi, gli errori dell’amministrazione sembrano gravi.
Nel settore dell’ambiente si sono manifestate specifiche criticità: ben due sequestri giudiziari di aree comunali per abbandono di rifiuti urbani nel caso dell’ex mattatoio comunale e per deposito abusivo di materiali edili di risulta contenenti amianto provenienti da un cantiere edile.
Non si hanno notizie sull’entrata in esercizio definitiva del depuratore, così come l’isola ecologica che alcuni anni fa fu realizzata, appare oggi in stato di abbandono e degrado. Il servizio della raccolta differenziata è peggiorato nell’ultimo mese, visto che si segnalano disservizi in aumento e abbandoni di rifiuti lungo le strade principali del paese. Degrado che si aggiunge a degrado.
Infatti, nonostante quest’anno si celebri il 50° anniversario del sisma del Belice, il centro urbano si presenta fortemente compromesso dalla presenza, accanto agli edifici ricostruiti, di numerosi ruderi relativi agli edifici abbandonati dopo gli eventi sismici del 1968, con la conseguenza che il rischio è più grave oggi che allora, e oltre che sotto il profilo della sicurezza anche da quello dell’igiene e del decoro urbano, dato che questi edifici in rovina sono ricettacolo di rifiuti, insetti e animali indesiderati, come ratti e piccioni. Per non parlare poi del fenomeno del randagismo, con alcuni episodi di aggressione a bambini, di cui uno scampato per miracolo ad un grave epilogo. Persino nella piazza centrale, dove sorge l’unica chiesa, si assiste ad uno spettacolo desolante, con un’area che è divenuta deposito di sfabbricidi derivanti dalla demolizione di un edificio pericolante.
L’altra chiesa, che fino a qualche tempo fa era agibile, è stata chiusa perché interamente costruita in pannelli di amianto, che dovrebbero essere rimossi con urgenza in quanto fortemente degradati.
“I servizi di cui la comunità roccamenese può fruire sono via via sempre più carenti – spiega Moscarelli -, non c’è più lo sportello bancario, non esiste alcuna stazione di rifornimento di carburante, non ci sono spazi per i giovani, non esiste una biblioteca. Il museo comunale, che pure contiene reperti archeologici di pregio, è da diversi anni inagibile per il crollo della copertura. Anche l’edificio che ospita gli uffici municipali pare interessato da un forte stato di degrado, per copiose infiltrazioni di acque meteoriche. Per non parlare del cimitero comunale, che si è ormai da tempo esaurito, comportando la requisizione di alcuni loculi e cappelle private, oltre ad essere stato teatro, nella scorsa estate, di un improvviso crollo, che ne ha comportato la dichiarazione di temporanea inagibilità.
Se l’amministrazione in carica non riesce a garantire neppure l’ordinaria amministrazione, è facile capire che non possono esistere lavori pubblici in corso di realizzazione, né si ha notizia di alcun finanziamento ottenuto. Del resto, alcuni piccoli lavori, come la sistemazione di una piazzetta con giochi per bambini e casetta dell’acqua, si sono arenati da anni, anche a causa di irregolarità sanzionate dal nucleo dell’ispettorato del lavoro. L’amministrazione sembra essersi invece concentrata sul progetto SPRAR che accoglie circa 40 persone e nell’accensione di un mutuo a carico dei cittadini, per un importo di 310.000 euro, finalizzato alla realizzazione di un campo di pallavolo all’aperto, che appare un inutile e costoso duplicato del campo polifunzionale già presente all’interno della palestra del complesso scolastico.
E a proposito di edilizia scolastica è apparso a tutti incomprensibile il mancato utilizzo, sino ad oggi, del plesso adeguato sismicamente i cui lavori sono stati collaudati da alcuni anni.
Ma ciò che più lascia perplessi è la mancanza di iniziative dell’amministrazione comunale volte a rilanciare un paese che, pur presentando delle buone potenzialità all’interno del suo territorio, rischia davvero di scomparire, dato che ai giovani non viene offerta alcuna opportunità, come invece si potrebbe dare se si avviasse un programma di riqualificazione e di marketing territoriale, mettendo a frutto i beni ambientali e culturali, tra cui si annoverano il sito archeologico della montagna di Maranfusa ed il lago artificiale Francese (già Garcia), uno dei più grandi d’Europa. Mentre al visitatore, oggi, Roccamena appare come un paese tristemente avviato alla rovina”.









