Monreale, 9 ottobre 2018 – Un divano, neanche in pessime condizioni, da questa mattina accoglie chi transita in via Santa Liberata, nei pressi della frazione di Aquino. Incorniciato da una miriade di sacchetti dei rifiuti, arreda la nuova area di sosta. È il regalo di tanti
L’immagine di questo degrado, di questo forte senso di inciviltà, ancora troppo diffuso, genera rabbia, delusione, ma soprattutto un senso di impotenza in chi giornalmente, amministrazione, operatori ecologici, semplici cittadini, lotta contro un malcostume difficile da combattere. Perché fonda le sue basi su un basso livello culturale, su un radicato disinteresse della cosa pubblica, su cattive abitudini, su un menefreghismo, difficilmente sradicabili.
I rifiuti, assieme al materasso, rimarranno e si accumuleranno in questi giorni fino a creare una piccola discarica, coprendo mezza carreggiata, fin quando la ditta effettuerà un intervento straordinario. Come avviene ogni settimana, ormai, da quando dalla via sono stati tolti i cassonetti.
Uno scenario purtroppo non isolato, al quale ormai in tanti cittadini cominciano a fare l’abitudine, a considerarlo integrato alle tante strade della periferia monrealese. Basta ad esempio spostarsi poco, andare in via Strada Ferrata, dove un perenne cumulo di rifiuti appesta l’aria respirata dai tanti podisti monrealesi che giornalmente vi si allenano.
Ma anche nel corso principale di Monreale è diventata consuetudine passeggiare accanto a postazioni abusive di rifiuti. Casa Cultura Santa Caterina è stata (tristemente) selezionata come sede più appropriata.
Ancora troppo poca l’attività di controllo delle forze di polizia, troppo poche le multe perché possano fare da deterrente a questa piaga. Ma bisogna potenziare l’informazione, intervenire a livello scolastico per fare “cultura” sul corretto modo di gestire i rifiuti domestici. Perché se toccare la tasca può servire a correggere il comportamento dei cittadini scorretti, forse solo dalle nuove generazioni potrà avvenire il riscatto culturale.