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Esonda nuovamente il Canale Vadduneddu Badame. A rischio anche le attività commerciali

Palermo, 23 agosto 2018 – Diversi gli allerta meteo diramati dall’Agenzia regionale della Protezione Civile che annunciavano le condizioni avverse in arrivo. A seguito delle copiose precipitazioni anche dei giorni scorsi si sono innalzati nuovamente i livelli d’acqua del Canale Vadduneddu – Badame facendolo esondare. Così, nel quartiere Pagliarelli, dopo domenica scorsa è di nuovo emergenza maltempo. A rischio, oltre alle abitazioni, ci sarebbero un ingrosso di calzature e un’officina di elettromeccanica. Purtroppo, i cumuli di plastica depositati all’interno del canale e la folta vegetazione non permettono lo smaltimento delle acque attraverso il reticolo creando allagamenti. Sul posto gli abitanti attendono l’arrivo della Protezione Civile. 

Proprio oggi, durante la seduta del consiglio comunale, Fabrizio Ferrandelli denunciava l’assenza di manutenzione a Palermo. “La città è abbandonata, i bilanci pregiudicati, le aziende allo sbando non erogano servizi e rischiano il fallimento, e gli impianti fognari in tilt. Questa è l’ultima provocazione all’amministrazione Orlando”. Così il leader de “I Coraggiosi” a Palazzo delle Aquile, che durante il suo intervento in Consiglio ha consegnato due salvagenti al presidente del Consiglio comunale e al sindaco, ancora una volta assente in aula.

“Con questa provocazione – spiega Ferrandelli – ho voluto evidenziare per l’ennesima volta l’incapacità gestionale di questa amministrazione. Quali interventi sono stati fatti o anche solo previsti? Quali opere pubbliche e quale manutenzione di caditoie, rete fognaria e canali? Una città senza manutenzione è destinata ad affondare e non solo metaforicamente, come abbiamo visto in questi giorni. Palermo è una città invivibile che si allaga già con le prime piogge. Da 35 anni, i vigili del fuoco sono l’unica certezza per i cittadini in difficoltà – continua – nessun intervento strutturale nel piano delle opere pubbliche è stato votato dalla giunta. Per questo – conclude Ferrandelli – chiederemo che venga bocciato il piano triennnale delle opere pubbliche. Non possiamo pensare a nuovi interventi, tra l’altro senza copertura finanziaria, se prima non sistemiamo l’esistente”.

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