Monreale, 9 agosto 2018 – Come sarebbe Monreale senza l’attività svolta dai volontari? Certamente più sporca e meno vivibile.
Da mesi assistiamo all’instancabile azione di alcuni cittadini che, saltando da un’emergenza all’altra, continuano ad occuparsi delle diverse necessità presenti nel territorio.
Li abbiamo visti nei panni di giardinieri a ripulire le scuole quando le zecche e le pulci saltavano di frasca in frasca e i bambini erano costretti a stare dentro le aule pur disponendo di uno splendido giardino.
Sempre vestiti da giardinieri, con decespugliatore in mano e mascherina, hanno ripulito alcune aree periferiche coperte dall’erba alta. Ma la loro voglia di donare decoro alla città di Monreale non si è fermata alle periferie. Sono riusciti a farsi autorizzare un intervento all’interno della Villa comunale per ripulirne il belvedere, liberandolo da una recinzione che da tanti anni ne teneva in ostaggio una parte, forse quella più bella. Alcuni di loro svestendosi dagli abiti di giardinieri hanno indossato quelli di agronomi e hanno cercato di curare i Ficus della villa, un bene inestimabile per Monreale.
Né bisogna dimenticare, giusto per portare un altro esempio, la pulizia straordinaria svolta all’interno del cimitero comunale.
Altri cittadini si dedicano invece ad accogliere i tanti cani randagi presenti nel territorio, per i quali il comune non è riuscito ancora a trovare un rifugio.
Questi sono solo gli esempi più eclatanti, forse perché i loro risultati sono più visibili, delle azioni portate avanti da tanti singoli individui che, richiamati da un post sui social network, si ritrovano assieme per liberare un pezzo di città dall’incuria. Ma non bisogna dimenticare l’azione svolta da tanti anni dalle varie associazioni che operano nel campo culturale, turistico o in quello sociale, a favore di bambini, ragazzi, disabili, anziani. Un microcosmo di volontari che lavora costantemente, pur senza avere i riflettori puntati sopra.
Insomma, dove non è riuscita l’amministrazione della città di Monreale possono i volontari. Laddove i dipendenti comunali non riesco ad assolvere ai loro compiti d’istituto, tanti cittadini si sbracciano, tolgono tempo alla famiglia e ai loro hobby, in alcuni casi mettono mano al portafoglio, e riescono a donare dignità alla città. Tanto che il loro intervento viene ormai richiesto da vari cittadini, stanchi di rivolgersi invano al comune.
Adesso tocca all’illuminazione pubblica, altra emergenza che mina la sicurezza dei cittadini. Entro settembre i lampioni della circonvallazione e delle principali arterie saranno accesi. Poi, entro ottobre, vedremo tanti anonimi cittadini ricoprire le numerose buche che mettono a rischio l’incolumità di automobilisti, ciclisti e pedoni. Poi toccherà ai campi da tennis della Ranteria essere portati a nuova vita. E poi …
E poi basta sognare. L’illuminazione e le buche non rientrano, non possono rientrare tra gli obiettivi di semplici volontari. Purtroppo. La mia vuole essere solamente una provocazione. Così come ritengo che l’azione finora portata avanti da questi cittadini, certamente meritevole e di indiscussa valenza per la cittadinanza tutta, porta con sé un forte messaggio provocatorio nei confronti dell’amministrazione comunale. Laddove la politica ufficiale non riesce, possono i volontari. Semplici cittadini che riescono a conseguire un consenso pubblico ed un plauso che i nostri amministratori, pur sempre pronti a farsi immortalare davanti alle macchine fotografiche accanto a loro, non riescono ad ottenere.
Un pungolo importante, uno stimolo a fare meglio e di più rivolto al governo della città, con la consapevolezza che contribuire non significa sostituirsi a chi si è candidato ed è stato eletto a governare la città.