Palermo, 9 maggio 2018 – Arrivano le condanne definitive per i boss e i gregari di Cosa nostra arrestati nel 2013 tra San Giuseppe Jato, Monreale, Pioppo, Altofonte, Camporeale e Partinico. Nel blitz antimafia dei carabinieri di Monreale vennero arrestate 61 persone ritenute appartenenti ai mandamenti mafiosi locali.
Gli investigatori erano riusciti a ricostruire le gerarchie e i retroscena della Cosa nostra nostrana. La mafia, dopo i duri colpi inflitti dai carabinieri degli anni precedenti, stava per riorganizzare il proprio assetto. Il compito era stato affidato ad Antonino Sciortino legato a Giovanni e Leonardo Vitale di Partinico ed a Domenico Raccuglia di Altofonte. Si doveva ricostruire una una struttura militare imponente che desse seguito al lavoro cominciato dal Raccuglia. “Una potenza di questa maniera non c’è mai stata”, avrebbero detto due esponenti delle famiglie di Altofonte e Montelepre. Sciortino doveva prendere il controllo della ona di Partinico. Salvatore Mulè doveva reggere il mandamento di San Giuseppe Jato. Altofonte era stato inglobato al supermandamento, confermando Giuseppe Marfia ed affiancandogli Giuseppe Antonino Vassallo. Il parrucchiere monrealese Vincenzo Madonia doveva controllare la famiglia di Monreale. Giuseppe Libranti Lucido, condannato poi all’ergastolo per l’omicidio di Giuseppe Billitteri, era capodecina di Pioppo, ed era stato promosso portavoce dello stesso Sciortino e di Salvatore Mulè.
Tutti i nomi con le rispettive condanne
Per Giuseppe Marfia, di Altofonte, si dovrà iniziare un nuovo processo. Precedentemente gli erano stati inflitti 11 anni e 4 mesi. Per Antonino Sciortino si dovrà stabilire la nuova pena (in appello aveva acuto 18 anni) in virtù dell’applicazione della continuazione con una precedente sentenza.
Giuseppe Speciale ha avuto 8 anni, Francesco Lo Cascio, 20 anni, Francesco Matranga, 10 anni, Salvatore Romano, 10 anni e 8 mesi, Santo Porpora, 8 anni, Domenico Billeci, 10 anni e 8 mesi, Giovanni Rusticano, 9 anni e 4 mesi (in continuazione con una precedente condanna), Salvatore Lombardo, del 1922, 10 anni e 8 mesi, Salvatore Lombardo, del 1969, 8 anni, Giuseppe Abbate, 8 anni, Angelo Cangialosi, 6 anni e 8 mesi, Antonino Giambrone, 8 anni, Calogero Caruso, 8 anni, Salvatore Prestigiacomo, 6 anni e 8 mesi, Giovanni Longo, 3 anni e 4 mesi, Sebastiano Bussa, 3 anni, Francesco Gallo, 6 mesi, Giovanni Gerardo Ramacca, 8 mesi, Salvatore Lo Voi, 2 anni e 4 mesi.
A 11 anni è stato condannato Sergio Damiani, a 17 Salvatore Mulè. Giuseppe Lo Voi ha avuto 18 anni e 2 mesi, Salvatore Tocco 1 anno e 8 mesi, Vincenzo Madonia 10 anni e 4 mesi, Francesco Vassallo 10 anni e mezzo, Carmelo La Ciura 10 anni, Giovanni Rusticano 7 anni e mezzo, Giovanni Longo 3 anni e 2 mesi, Sebastiano Bussa 2 anni e 11 mesi, Baldassare Di Maggio e Pietro Ficarrotta 7 anni e 2 mesi, mentre Giuseppe Mulè è stato condannato a 8 anni.
Quattro anni e mezzo ha avuto il collaboratore di giustizia Giuseppe Micalizzi che, aveva iniziato a parlare con i magistrati poche settimane dopo il suo arresto.
Gli imputati rispondevano a vario titolo di mafia, estorsione, detenzione di armi e di droga, furto di bestiame e dell’omicidio di Giuseppe Billitteri, eliminato col metodo della lupara bianca il 22 marzo del 2012.
Confermate dalla Cassazione che i risarcimenti che dovranno pagare i condannati agli imprenditori che denunciarono il racket delle estorsioni, alle associazioni antiracket e ai comuni che si sono costituiti parte civile. Tra questi Addiopizzo (avvocato Salvatore Caradonna), Centro Pio La Torre (avvocato Ettore Barcellona), Sos Impresa, Solidaria e Coordinamento vititme dell’estorsione (avvocato Fausto Amato), i comuni di Borgetto, Partinico, Montelepre e Torretta (avvocato Giangiacomo Palazzolo), Associazione nazionale testimoni di giustizia, Comuni di San Giuseppe Jato e San Cipirello (avvocato Katia La Barbera), Comune di Giardinello (avvocato Salvatore Palazzolo), Comune di Monreale (Giovanni Rizzuti), Confcommercio e Confesercenti (avvocato Fabio Lanfranca).































