Pennisi: “Individualismo, vecchie e nuove povertà, microcriminalità”. L’arcivescovo di Monreale lancia un appello ai cittadini e alle forze politiche

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Monreale, 6 febbraio 2018 – “Il rispetto delle regole è un atteggiamento proprio delle persone libere e forti, oneste e sensibili al bene comune”. L’Arcivescovo di Monreale, S.E. Michele Pennisi, nel corso del suo programma di visita pastorale, ha incontrato questo pomeriggio le istituzioni del comune di Monreale. Nell’aula Biagio Giordano, sede del consiglio comunale di Monreale, alla presenza del sindaco, della giunta e dei consiglieri comunali, ha rivolto un appello ai cittadini, chiamati ad educarsi “alla legalità, alla responsabilità, all’accoglienza, alla partecipazione, alla solidarietà, al bene comune, in una parola ad una cittadinanza attiva e responsabile, per costruire una città degli onesti e degli uguali”. Un richiamo rivolto in particolare modo ai cristiani, chiamati a testimoniare un’esistenza vissuta nel rispetto delle regole, mostrando una vita umile e paziente, rispettosa delle leggi ed estranea alle furberie e alle prepotenze.

Mons. Pennisi ha analizzato il tessuto urbano della città di Monreale molto variegato, con il suo centro storico, le aree più periferiche e le frazioni. Nella società monrealese, molto complessa, oltre ad elementi positivi, il capo dell’Arcidiocesi di Monreale riscontra “un individualismo non sensibile al bene comune, il depauperamento della forze locali con l’emigrazione soprattutto di  giovani in cerca di lavoro verso altre destinazioni, forme di vecchie e nuove povertà che interessano diverse famiglie soprattutto di determinate zone, forme di illegalità, microcriminalità che interessa anche giovani e adolescenti, spirito di accoglienza non molto sviluppato in alcune fasce della popolazione, mancanza di servizi pubblici importanti per una città a naturale vocazione turistica e una nobile tradizione culturale. C’è poi il problema dei precari che lavorano presso gli enti locali che aspettano da decenni di essere stabilizzati”.

Mons. Pennisi, che ha dato atto della difficoltà che un’amministrazione incontra nel gestire una città, contraddistinta da problemi di natura culturale, sociale, economica, ha sottolineato la necessità di recuperare l’identità culturale e religiosa, favorire i centri di aggregazione per il tempo libero, sviluppare le risorse umane e le potenzialità di questa città al meglio per renderla attrattiva verso i pellegrini e i turisti. L’arcivescovo ha anche elencato i vari progetti finanziati dalla Caritas con i fondi dell’Otto per mille alla Chiesa Cattolica.

Dal progetto Fede e legalità, per rispondere alla dispersione scolastica con un contributo di 114.000,00 euro, al progetto per i giovani Web Yang, con un contributo di 49.000.00.

Dai due progetti da svilupparsi in due anni di “Musica senza frontiere”, per minori locali e stranieri con un contributo di circa 71.000,00 Euro, ai due progetti, sempre da svilupparsi in due anni, “Rifiuti-amo”, per l’educazione ambientale con un contributo di 68.000,00 Euro.

Mons. Pennisi ha anche anticipato l’intenzione della Caritas di attrezzare e mettere in sicurezza un campo sportivo nella Conca d’Oro.

Sempre con l’otto per mille per la Chiesa cattolica sono stati stanziati 740.000,00 € per la chiesa e i locali parrocchiali della parrocchia di Giacalone, 631.000,00 € per Poggio San Francesco, 481,000,00 € per la parrocchia di S. Teresa,99.000,00 € per il palazzo vescovile, 69.000,00 € per il Santuario del Crocifisso, 25.000,00 € per la parrocchia di san Castrense, 47.000 € per la chiesa di San Giuseppe. Sono iniziati i lavori per il tetto della Chiesa Odigitria e presto per la sala della Pace.

 “Le Caritas parrocchiali – ha spiegato il presule – assistono oltre 300 famiglie con viveri e interventi economici vari”. E proprio entrando nel merito delle questioni sociali, ha invitato le autorità e le istituzioni, assieme alle forze sociali, ad impegnarsi a superare la pluriennale grave crisi economica, “che impedisce a molte famiglie di vivere una vita serena”.

Per Pennisi bisogna superare una mentalità individualistica ed assistenzialistica sviluppando una cultura dell’impresa, della cooperazione e del lavoro che prenda il posto della mentalità di chi pretende un posto garantito, ben retribuito e sicuro, anche senza “lavoro”. “E’ necessario superare la mentalità mafiosa attraverso l’educazione soprattutto delle giovani generazioni ad una cultura della legalità e della socialità in vista del bene comune”.

Quindi un riferimento alla famiglia, che le autorità devono custodire e promuovere, attraverso politiche adeguate. “La famiglia fondata sul matrimonio, senza cedere alla tentazione di equipararla ad altri tipi di convivenze”.

Ed un appello alle forze politiche, che devono operare con “coraggio, ben sapendo che nessun atto di governo è esente da rischi, compreso quello dell’impopolarità”.

Poi l’arcivescovo ha lanciato un appello ai giovani affinché si impegnino direttamente in campo sociale e politico.

Pochissimi consiglieri comunali presenti all’interno della Sala Consiliare Biagio Giordano ad eccezione del presidente del consiglio comunale Giuseppe Di Verde, degli assessori Geri Valerio e Paola Naimi e dei consiglieri Manuela Quadrante e Mimmo Vittorino. Presente anche il neo assessore Alessandro Zingales. All’incontro hanno preso parte anche alcuni dipendenti del comune di Monreale.

Il sindaco Piero Capizzi di Monreale ha ringraziato l’arcivescovo Pennisi che ha voluto incontrare le istituzioni nel corso della visita pastorale. “La comunità monrealese è difficile e particolare –ha affermato il primo cittadino -, i parroci ogni giorno recepiscono le difficoltà economiche dei cittadini, difficoltà a trovare occupazione”. Capizzi ha poi ricordato come molti giovani devono abbandonare la propria terra a causa della mancanza di lavoro e come ci sia “uno scollamento delle fasce più giovani con le istituzioni”. “Oggi vogliamo rafforzare il rapporto con la chiesa – ha aggiunto Capizzi -, da sindaco e da cittadino ringrazio il lavoro di Pennisi, il suo impegno è esemplare, la sua presenza è molto forte e talvolta allegerisce il nostro lavoro”.

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