Omicidio Orlando, in video delle intercettazioni e la ricostruzione dell’agguato

Salvatore e Sandro Lo Piccolo ordinarono di organizzare l’omicidio di Orlando a Vincenzo Pipitone

0

Palermo, 3 novembre 201 – I carabinieri hanno fatto luce, grazie alle dichiarazioni di due collaboratori di giustizia, su un omicidio risalente al 1999. A morire fu Felice Orlando, allora esponente mafioso nel quartiere Zen di Palermo.  I mandanti dell’omicidio di Orlando furono i reggenti del mandamento mafioso di Palermo San Lorenzo, Salvatore e Sandro Lo Piccolo entrambi già condannati, in primo grado, alla pena dell’ergastolo, come mandanti dell’omicidio Orlando. Secondo gli inquirenti, i Lo Piccolo avevano scoperto che Orlando aveva utilizzato nei loro confronti espressioni dispregiative. I Lo piccolo avevano anche saputo che Orlando sarebbe voluto diventare il boss reggente del quartiere Zen di Palermo. 

Per queste ragioni Salvatore e Sandro Lo Piccolo ordinarono di organizzare l’omicidio di Orlando a Vincenzo Pipitone, che all’epoca era reggente della famiglia mafiosa di Carini, e ad Angelo Conigliaro ben presto deceduto, che individuarono gli esecutori materiali. Vennero scelti Antonino Pipitone e Gaspare Pulizzi, attuali collaboratori di giustizia, Gaspare Di Maggio e Ferdinando Gallina, attualmente detenuto negli Usa.

Nelle fasi preliminari ed organizzative del grave fatto di sangue è stato scoperto che gli esecutori dell’assassinio avevano effettuato alcuni sopralluoghi mirati all’individuazione della vittima che conoscevano solo per foto mostrate da Salvatore Lo Piccolo e dell’esatta ubicazione della sua macelleria allo Zen di Palermo.

Il giorno dell’omicidio, 17 novembre del 1999, il commando armato era suddiviso in tre diverse autovetture. La prima era guidata da Pulizzi Gaspare, la seconda, una Fiat Uno era condotta da Pipitone Antonino mentre Di Maggio e Gallina occupavano erano passeggeri.  Nella terza auto c’erano Vincenzo Pipitone e Angelo Conigliaro.

Una volta arrivati nei pressi della macelleria, Di Maggio e Gallina indossarono dei capellini e, dopo aver lasciato l’auto, entravano dentro la macelleria dove c’era Orlando con un assistente che, intuendo quanto stava accadendo, cercavano riparo sotto al bancone. I killer spararono contro Orlando esplodendo diversi colpi di arma da fuoco uccidendolo. Dopo l’omicidio Di Maggio e Gallina rientrarono a bordo della Fiat Uno condotta da Pipitone Antonino e l’intero commando lasciava immediatamente la zona. Dopo pochi chilometri, la Fiat Uno fu abbandonata. 

 

Commenta la notizia

L'indirizzo email non verrà pubblicato.