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Tonino Russo: “Per la Sicilia serve onestà e competenza. Non capisco come un monrealese possa candidarsi nelle liste di Salvini, e possa andarne orgoglioso” 

Su Monreale: Amministrazione fallimentare. Il turismo non decolla. Voglio conoscere i responsabili del dissesto finanziario. Dopo il 6 novembre si cambia

Monreale, 29 ottobre 2017 – Si è tenuta ieri pomeriggio presso l’aula Biagio Giordano del complesso monumentale Guglielmo II di Monreale l’apertura della campagna elettorale di Tonino Russo, candidato all’ARS alle prossime elezioni regionali del 5 novembre. Russo, dirigente del Partito Democratico, corre per la lista “Arcipelago Siciliano – Micari Presidente”.

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Russo ha raccontato brevemente il suo percorso politico, cominciato dai banchi del liceo, proseguito poi con la militanza nella FIGC, nella sinistra giovanile a livello provinciale e regionale, e che lo ha portato a ricoprire i ruoli di consigliere comunale a Monreale e di parlamentare nazionale. Un’attività, quest’ultima, condotta fino a 5 anni fa, “dedicando tutto il mio tempo all’attività istituzionale di legislatore”. “In Commissione cultura mi sono impegnato soprattutto del mondo della scuola, dei precari, combattendo le posizioni razziste della Lega, alla quale adesso un candidato monrealese lucida le scarpe”.

Tonino Russo non ha perso l’occasione per lanciare una stilettata a Mario Caputo, impegnato contemporaneamente in un comizio in piazza. “Non capisco come un monrealese possa candidarsi nelle liste di Salvini, e possa andarne orgoglioso. E qual è il rispetto per la famiglia  quando ci si fa chiamare con il nome del fratello (il riferimento è alla dicitura inserita nella lista elettorale “Mario Caputo detto Salvino, ndr), impossibilitato a candidarsi per cattiva condotta o per vicende giudiziarie. Ma che si metta al cospetto di Salvini mi indigna e mi fa rabbia”.

“Il 6 novembre si potranno avere tre scenari: potrà vincere la competizione una persona qualificata come il rettore Micari, ingegnere che potrebbe ricostruire la regione nel migliore dei modi. Una strada in salita, certamente dopo 5 anni di amministrazione Crocetta non sempre lusinghieri. Ma si proveniva da un disastro con 2 precedenti Presidenti condannati per mafia.

Poi c’è l’opzione Musumeci, che rappresenta il ritorno al passato, di quei politici in astinenza e pronti a rimettere le mani sull’altare. 

Altro scenario è la vittoria dei Cinque Stelle. L’onestà non è sufficiente. Serve la competenza, che più volte hanno dimostrato di non possedere. Tanto più se si ha in mano il destino di una comunità di 5 milioni di abitanti”.

Russo ha chiarito i tre punti principali che lo vedranno impegnato a Sala d’Ercole: 

“Il problema della disoccupazione va affrontato facendo ripartire i cantieri nelle grosse infrastrutture siciliane. C’è la disponibilità di 12 miliardi di euro per i prossimi sei anni tra i Patti per il Sud regionale e i Patti metropolitani per Catania, Messina e Palermo. Gli investimenti sulle infrastrutture sono produttivi e innescano un circuito virtuoso”.

Quindi scuola e tempo prolungato. “Negli 8 anni di scuola elementare e media i ragazzi delle scuole del Sud Italia hanno cumulato un deficit di sapere di circa tre ani di insegnamento. Questo comporta risultati diversi nei test INVALSI e minore possibilità per il futuro. Le cause vanno cercate nella disinformazione delle famiglie che non lo chiedono, nelle strutture inadeguate, nella mancanza di immissioni in ruolo da tre anni. C’è un limite nella classe politica e nella classe dirigente che deve avere competenza, entusiasmo, energia. Il tempo prolungato richiederebbe l’intervento di migliaia di insegnanti che potrebbero rientrare dal Nord Italia”.

Un’altra criticità da affrontare è lo spopolamento dei comuni siciliani. “C’è desolazione perché non c’è presente. Bisogna riorganizzare il futuro delle comunità con piani ad hoc su comprensori omogenei. Bisogna abbandonare il campanilismo e lavorare nell’ottica del comprensorio, sfruttando la ricchezza dei beni culturali diffusi nel territorio siciliano”.

Il candidato del centro sinistra, affiancato nel suo lungo intervento dal consigliere comunale del PD Rosanna Giannetto, non ha mancato di rivolgere l’attenzione alla gestione del comune monrealese. “Il riconoscimento UNESCO ha portato a Palermo un incremento turistico del 25% annuo, a Cefalù superiore al 30%. A Monreale non si registra una crescita turistica a causa di una classe dirigente inadeguata. Gli assessori non sono all’altezza, e le conseguenze sono naturali. Non possiamo continuare con questa amministrazione. Il sindaco deve occuparsi di più e meglio della città.

Voglio conoscere i responsabili del dissesto finanziario, capire perché una bollettazione illegittima viene consegnata alle famiglie sapendo che ci sono errori madornali, perché al complesso monumentale vengono staccati biglietti per un importo annuo di 668 €, in un paese che dovrebbe vivere di turismo, che ha un Duomo patrimonio dell’UNESCO. C’è chiaramente qualcuno inadeguato. Non abbiamo utilizzato la campagna elettorale per cavalcare malcontento e disagi, ma dopo il 6 novembre si cambia”.

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