Monreale. Utilizzo locali del Centro per l’Impiego: da Altofonte, Piana degli Albanesi e Santa Cristina Gela dovuti 77.000 €

La questione sollevata dai consiglieri Giuliano e Guzzo. L’ufficio patrimonio ha determinato esattamente le quote dovute

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Monreale, 27 luglio 2017 – Sembra avviarsi a soluzione la vicenda che riguarda il recupero delle somme dovute per l’utilizzo dei locali del Centro per l’Impiego (ex ufficio di collocamento) dalle amministrazioni comunali di Altofonte, Piana degli Albanesi e Santa Cristina Gela, che sino ad oggi non hanno mai contribuito alle relative spese, rimaste quindi totalmente a carico del Comune di Monreale. 

Sulla questione era stata presentata agli inizi di aprile una apposita interrogazione da parte dei consiglieri Giuseppe Guzzo e Antonella Giuliano, i quali recentemente, non avendo ricevuto alcun riscontro, hanno ritenuto di dover portato il “caso” all’attenzione della cittadinanza attraverso un comunicato stampa, a cui il nostro giornale ha dato spazio il 21 luglio scorso. 

Adesso pare che tutto stia per sistemarsi: infatti, l’ufficio patrimonio ha adottato il provvedimento con cui vengono determinate esattamente le quote che ciascuno dei tre enti locali interessati è tenuto a rimborsare al fine di regolarizzare il pregresso, per quanto riguarda gli ultimi cinque anni. Stando così le cose, il Comune di Monreale avrà modo di recuperare una somma che in totale ammonta a poco più di 77.000 euro, una cifra non indifferente, che le amministrazioni di Piana degli Albanesi, Altofonte e Santa Cristina Gela dovranno versare per “sanare” il quinquennio 2012-2016.

Tutto bene, dunque. O quasi. A ben vedere, per la verità, sull’intera vicenda alcune perplessità rimangono. È strano, infatti, che la determina riguardante la quantificazione e il recupero delle somme pregresse sia stata pubblicata all’albo pretorio solamente il 25 luglio, pur risultando approvata lo scorso 27 maggio. È probabile che si tratti di un banale disguido burocratico.  

Ma ancor più strano è che nelle dichiarazioni rilasciate alla stampa pochissimi giorni addietro né il sindaco, né l’assessore al patrimonio abbiano fatto alcun cenno specifico all’esistenza di questa determina. Per rispondere ai consiglieri firmatari dell’interrogazione e, soprattutto, per fornire ai cittadini ed alla stampa precisi chiarimenti sull’argomento, i nostri amministratori avrebbero potuto (anzi dovuto) rendere noto che già dal mese di maggio l’ufficio competente si era doverosamente attivato. Come mai entrambi hanno ritenuto di non dover dire assolutamente nulla su questa fondamentale circostanza? Mistero. 

In ogni caso, c’è da sperare che l’amministrazione si impegni adesso con determinazione e celerità nel recuperare le quote arretrate. 

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