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San Giuseppe Jato, bimbo autistico lasciato solo in classe. Giovedì la visita del sottosegretario Faraone

San Giuseppe Jato, 11 novembre – “Non posso mandare mio figlio a scuola in queste condizioni”, è lo sfogo della mamma di un bambino autistico dell’Istituto comprensivo di San Giuseppe Jato che ieri mattina è stato lasciato solo in classe a causa di un’assenza di massa dei compagni di scuola voluta dai genitori: “I nostri figli – avrebbero affermato i genitori – subivano un disagio. Quel bambino è violento e abbiamo cercato di aiutarlo”. Ora la mamma del bimbo è scossa e spaventata ed ha deciso di non mandare più il proprio figlio a scuola.

“Se il gesto degli altri genitori fosse stato finalizzato ad attirare l’attenzione della scuola — si chiede la mamma del bimbo autistico — perché mi hanno tenuta all’oscuro di tutto? E poi la situazione in classe non va bene: è stato aggressivo, per carità, ma tutto questo è successo nonostante sia seguito da un’insegnante specializzata. Non posso mandare mio figlio a scuola in queste condizioni: vivo in un piccolo centro”.

Ieri stesso la dirigente scolastica Natalia Scalisi affermava in una nota pubblicata sul sito dell’Istituto che “l’azione di protesta portata avanti da alcuni genitori, peraltro rientrata con lettera di precisazione inviata alla mamma dell’alunno, viene sgravata da ogni responsabilità in termini di assistenza e di vigilanza scolastica nei confronti dell’alunno che, in atto, è pienamente integrato nella classe, anche alla luce dei principi di inclusione che questa istituzione Scolastica ha portato avanti da sempre. Pertanto, l’episodio, che ha destato tanto clamore mediatico, va ricondotto ad una presa di posizione estemporanea da parte di alcuni genitori a seguito di reazioni non previste e non prevedibili di cui talvolta è protagonista l’alunno”.

La versione della dirigente scolastica viene confermata in parte dalla madre del bambino che ieri, accompagnata dalla responsabile dell’associazione “Parlautismo” Rosi Pennino, è stata ricevuta all’Ufficio scolastico regionale dal coordinatore dell’Osservatorio per la dispersione. Della lettera dei genitori però non vi sarebbe alcuna traccia: “A me — ha detto la mamma del bimbo lasciato solo — non è stata consegnata nessuna lettera. Non sono stata contattata da nessuno”.

Di contro i genitori che hanno iniziato la protesta giustificano il gesto: “L’assenza non era una provocazione a quel compagnetto. È stato tutto frainteso, non abbiamo niente di cui scusarci”. Nella giornata di giovedì il sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone si recherà a San Giuseppe Jato: “Se l’episodio si confermerà così come è stato raccontato, saremo durissimi con i protagonisti della vicenda”.

1 Commento
  1. Maria scrive

    Vi dovete solo vergognare ..

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