Mirko, andato via a 19 anni: “A Monreale la macchina della politica non funziona”

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Se per una volta non facessi l’intervista e lasciassi il mio giovane supino sulla terapeutica lettiga.
Se per una volta stessi zitta per ascoltare e far “sentire” a voi la voce pura senza interruzioni, senza accavallamenti, senza condizionamenti e forzature tipiche del conduttore che dirige il colloquio.

Sperimentiamo insieme e ascoltiamo la voce di Mirko.
Bhe…da dove iniziare… Sono un ragazzo di 20 anni, ho studiato grafica e sono andato via dalla mia città quando ne avevo soltanto 19, non mi piace usare la parola “scappare” perché in fondo io amavo e amo la mia terra, preferisco pensarla come un momentaneo spostamento dalla mia terra natale.

Prendere un aereo e andare via in giovane età sembra qualcosa di facile, si pensa di avere il mondo in mano e che lí fuori qualcuno stia aspettando te per un grosso incarico di lavoro, ma quando arrivi ti accorgi che è tutto diverso da come ti aspettavi e magari tutto diverso da quando andasti in quella città soltanto come turista.

Devo ammettere che quando presi quell’aereo di solo andata per Londra mi sentii felice e fiero di me, ma non mi accorsi di quanto fossi ingenuo o magari soltanto superficiale. Pochi giorni dopo arrivato a Londra incominciai a soffrire del così detto “shock culturale”, mi mancava la mia famiglia, i miei amici, l’affetto delle persone del sud, il cibo, mi mancava Monreale! Mai avrei pensato di dire una cosa del genere, eppure, mi ritrovai faccia a faccia con i miei veri affetti per la mia terra, che non riuscivo a vedere quando l’avevo sotto piedi.

Io nacqui e vissi a Monreale fino al giorno della mia partenza e vidi per la prima volta le terrazze del duomo di Monreale soltanto qualche mese fa quando scesi con la mia ragazza, Svizzera, e le feci visitare il paese, non ero mai salito lí, non mi ero mai accorto quanto fosse bella la vista da lì sopra.

La cosa che notai subito fu la netta differenza tra Londra e Palermo, a Londra rendono attrazione turistica una cabina telefonica e Palermo, Monreale con i suoi bellissimi paesaggi, monumenti storici, cultura e storia è quasi una città dimenticata dall’Europa. Londra non è la capitale d’Europa, Londra non è il posto dove tutti trovano lavoro e guadagni tanti soldi, conosco tanti inglesi nativi che a 35 anni, insegnanti alle High School, vivono in un flat, corrispondente al nostro monolocale.

Quello che voglio dire è che se avessimo un minimo di buon senso, Monreale come Palermo potrebbero essere delle città che potrebbero dare molto e che potrebbero far sentire sfortunate le persone che non sono nate qui. Ma purtroppo la macchina della politica non funziona e bisogna formarsi altrove con la speranza che qualcosa cambi e vivere sperando, vivere giorno dopo giorno con il pensiero fisso del “forse dovrei ritornare”.

Non voglio aggiungere altro, la voce di Mirko arriva e dovrebbe arrivare alle orecchie cerate dei nostri governanti. Potremmo raccogliere le nostre storie ed inviarle ai ministri che siedono sulle poltrone di Montecitorio e via via scendendo per la penisola fino agli scranni dei consigli comunali.

Il messaggio di Mirko Leto è quello di milioni di giovani che quotidianamente si chiedono come si possa vivere da pezzenti nella regal Monreale, terra di tesori inestimabili…. Attendiamo risposte prima che il processo di desertificazione riduca la nostra cittadina ad un dormitorio per anziani cullati da badanti dell’Est e vestiti da cinesi che depauperano ulteriormente il territorio reinvestendo in patria il nostro denaro.

Grazie Mirko e auguri di cuore.

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