Corleone, 6 giugno – Corleone si trova ancora al centro di polemiche in merito al presunto inchino davanti casa Riina. C’è chi afferma che non ci sia stato nessuno inchino, come ribadito dal Sindaco di Corleone, Lea Savona, chi come il Vescovo di Monreale, Michele Pennisi, afferma di “aver nominato una commissione d’inchiesta per accertare se ci sia stata effettivamente una fermata, ma attualmente non risulta esserci stato nessun inchino” ed infine coloro che ritengono si sia solamente trattato di una fermata non voluta volontariamente, come ribadito da Padre Domenico. Intanto sui social i cittadini continuano a manifestare il loro disprezzo nel continuare ad associare il nome di Corleone alla mafia.
Le polemiche continuano e intanto ieri in piazza Falcone e Borsellino un gruppo di giovani Corleonesi indignati dalle polemiche che sono state sollevate ha deciso di reagire, di confrontarsi sul recente tema mediatico che è saltato alle cronache in questi giorni, di protestare contro le notizie distorte che sono state divulgate in questi giorni, di continuare a combattere ribadendo la forza di Corleone di schierarsi e soprattutto di impegnarsi in prima persona mettendoci la faccia. Non si è svolta nessuna manifestazione, come già preannunciato nel precedente articolo, ma si è deciso di procedere all’affissione di uno striscione che recita “#noinonciinchiniamo”, come segno di dissenso.
Hanno preso le distanze dalla cultura mafiosa, ma anche dal giornalismo di comodo, e il messaggio è chiaramente arrivato: la nuova Corleone dispone di tanta gente onesta, laboriosa, culturalmente elevata, che decide di non scendere più a compromessi.
Largo ai giovani di sani principi quindi e spazio agli organi inquirenti per accertare la verità e per far prevalere la giustizia. Su Facebook i giovani si chiedono se “qualcuno scriverà su questo messaggio o continueranno a scrivere solo negativamente su Corleone”.