Monreale, 13 aprile – “Nel parlamentino di largo canale vi vedete per decidere le sorti della città”. Comincia così la replica di Tonino Russo alla relazione presentata ieri sera all’assemblea monrealese del Partito Democratico dal segretario Toti Zuccaro. Se quest’ultimo aveva chiesto ai numerosi presenti di contribuire ad instaurare un clima di collaborazione per lavorare insieme agli assessori al fine di centrare gli obiettivi posti dal Partito, già dai primi interventi si è capito che si sarebbe respirata un’aria diversa. E se la frase di Russo potrebbe sintetizzare l’opinione largamente diffusa tra i diversi iscritti al partito sulla sua gestione, non sono mancate le diverse voci a confermarlo. Tonino Russo si è subito mostrato insoddisfatto della relazione del segretario sulle “buone cose” realizzate dall’amministrazione in questi 21 mesi, sottolineando come i problemi lasciati dalla precedente amministrazione sarebbero ancora in attesa di soluzioni. Ma è proprio il modello di gestione del partito, nelle mani di un gruppo ristretto, il nodo cruciale. “Nonostante 11 consiglieri, 3 assessori e un Presidente del Consiglio non si riesce a trovare una sede dove riunirci per lavorare su progetti da portare avanti. A Monreale non esiste la sezione”. Russo rincara la dose: “Non avete il polso sull’opinione pubblica, il giudizio diffuso sull’amministrazione è molto negativo, nonostante gli sforzi di tutti gli assessori. Questo perché i nodi cruciali non vengono affrontati con tutte le energie, per l’arroganza e la presunzione di chi non ha voluto coinvolgere la città né il partito. E se c’è chi abbocca all’appello del segretario “c’è spazio per tutti”, c’è anche chi non si rassegna ad un modello che non è proprio”.
Russo entra nel merito della gestione amministrativa: “Le buche stradali, l’impianto di illuminazione pubblica fatiscente, la rete idrica che è un colabrodo. Le soluzioni alle criticità ereditate dalla precedente amministrazione ci sono, anche a costo zero, ricorrendo ai Patti per il Sud del Governo Renzi. Ma ho la sensazione che l’amministrazione nemmeno sappia di cosa si tratti. Infatti nel Patto per il Sud metropolitano non abbiamo nessuna opera inserita perché mancano le progettualità. Per i prossimi 6 anni si rischia di non poter ricevere più fondi. Da mesi è chiaro che l’amministrazione non riesce a gestire. Ci saremmo aspettati da tempo una conferenza programmatica aperta alla città, per coinvolgerla. Sul Guglielmo non si parla di bando europeo ma soltanto di consultare 5 aziende. Un partito potrebbe fermare certe operazioni. Il patto di gestione approvato presenta strafalcioni inenarrabili. Non c’è un Rinascimento, ma ho la sensazione che ci sia un’agonia che va fermata nell’interesse del partito. Siamo tutti sotto lo stesso simbolo e ne paghiamo tutti le conseguenze”.
A chiedere di andare oltre le differenze e le diatribe interne al partito per giungere invece alla sua ricompattazione è Silvio Russo. “Dobbiamo dimostrare di sapere gestire il paese, ed invece negli ultimi mesi siamo impegnati a scontrarci tra di noi. La mancanza di compattezza al nostro interno avvantaggia la lista di Alternativa Civica. Io credo all’impegno che ci siamo assunti durante la campagna elettorale, e credo che nessuno lavori per i propri interessi e per secondi fini. E’ poi normale che, essendoci legittime aspirazioni a candidature al Parlamento regionale o nazionale, si cerchi di emergere. La cosa non mi scandalizza. Il problema è che spesso ci mettiamo l’uno contro l’altro. Dobbiamo invece essere inclusivi per portare avanti il progetto comune del partito. Dobbiamo fare tutti uno sforzo per risolvere le problematiche della città, ciascuno con le proprie competenze e utilizzando anche i propri contatti a livello regionale. Siamo noi la componente trainante della maggioranza di governo. Andiamo oltre le polemiche. Organizziamoci, allarghiamo la segreteria”.
Una voce critica è quella di Salvino Mirto che rimprovera al segretario la mancanza di autocritica: “La relazione è lacunosa. E’ la stessa fotocopia presentata a tutti gli incontri. Non hai detto quali sono gli obiettivi che vuoi perseguire con Capizzi. Non sei riuscito a capire qual è il punto di caduta di questa amministrazione. La politica è andata in tilt. Esempio emblematico è il corpo di Pulizia Municipale. Voi vivete in un’altra dimensione”. Il progetto di Zuccaro, secondo Mirto, sarebbe stato sabotato dal sindaco. “Atti di slealtà che il PD non deve consentire”. A Zuccaro, infine, Mirto rimprovera di avere dimenticato nella sua relazione la questione degli scrutatori: “Perché non riunivate la maggioranza e decidevate il da farsi?”
L’assessore Ignazio Zuccaro ha invece rivendicato i risultati conseguiti dall’amministrazione, dal ripristino della scalinata di via Torres al parco giochi in villa, sottolineando come una compagine interna al partito non voglia riconoscere i risultati portati avanti dall’amministrazione.
Anna Leto sottolinea la necessità di disporre di una sede di partito: “Va bene ricompattarci per il bene di questo paese che merita di più. Tra di noi ci sono tante energie, tante sensibilità e questo dovrebbe essere un punto di forza”. Ma per la Leto, che apprende dai giornali locali di appartenere al gruppo dei “dissidenti”, nessuno deve decidere e poi pretendere che tutti siano necessariamente d’accordo.
Anche Angelo Madonia rimprovera agli assessori del PD il mancato coinvolgimento degli iscritti alle proprie iniziative, denunciandone piuttosto una chiusura totale: “Mi spiegate in quali occasioni avete chiesto la collaborazione degli iscritti e a chi avreste chiesto aiuto”? Infine una stoccata alla segreteria sul caso scrutatori: “Su questa vicenda il partito ha sbagliato. Un partito che ha questa idea avrebbe dovuto cercare di coinvolgere anche il sindaco”.
E’ Giuseppe Massaro a ribattere alle critiche, dato che non sarebbe pervenuta nessuna proposta alla segreteria. “Ricordo che il PD racchiude diverse sensibilità, e in diverse occasioni si è discusso e sono state prese delle decisioni”.
Il consigliere Rosanna Giannetto avanza la proposta di una diretta streaming delle riunioni del direttivo del partito, che avrebbe “perso valore, divenuto mero strumento di ratifica. Dovrebbe esserci un confronto politico, democratico. Non vi è stato alcun coinvolgimento nelle azioni programmatiche del partito. Gli assessori rappresentano se stessi, abbiamo chiesto una verifica di giunta che non c’è stata”. La Giannetto è un fiume in piena: “Qualcuno ha parlato di Rinascimento? Siamo nell’oscurantismo politico più totale. In cosa si distingue la giunta Capizzi da quella Di Matteo o Caputo?” Quindi un lungo elenco di opere incompiute o compiute maldestramente: via Torres, le aiuole, il corrimano divelto, i muri lesionati, il muretto perimetrale distrutto. La pensilina dell’autobus. “E’ stato mai fatto un piano sull’edilizia scolastica? Per il Presidente del Consorzio del Biviere è stato deliberato uno stipendio retroattivo. I dissidenti avevano chiesto un rilancio amministrativo con una giunta di alto livello tecnico. Io continuo a rimanere un consigliere di maggioranza. Vorrei – continua la Giannetto – che al consigliere Quadrante venissero fatte le pubbliche scuse per lo sciacallaggio subito (sulla vicenda della nomina degli scrutatori, ndr)”.
Una assemblea molto partecipata, che ha visto tanti altri soggetti prendere la parola. I toni, talvolta anche accesi, certificano come il partito sia ancora lungi dall’essere coeso e sia ostaggio di diatribe interne difficilmente superabili.
ha parlato l’ingegnere Massaro a difesa del Segretario ? certo il fido scudiero difende chi gli ha permesso la delibera retroattiva che gli permette uno stipendio più alto di quello del sindaco brava la Giannetto finalmente si dicono le cose