Col termine “cineforum” si definisce l’organizzazione di un ciclo di incontri, a carattere culturale, in cui la proiezione di un film è strettamente legata alla riflessione su di esso.
L’idea maturata dallo staff,coordinato dalla Dirigente Scolastica Dott.ssa Chiara Di Prima, di organizzare una modalità espressiva incentrata sul “mezzo cinematografico” nasce dall’esigenza di promuovere LA SCUOLA come “Polo culturale” del territorio, luogo ove i genitori e gli insegnanti possano incontrarsi, a prescindere dalle procedure istituzionali ordinarie, per scambiarsi opinioni e condividere momenti di riflessione comune su tematiche sociali attuali, attraverso un modus che valorizzi l’elemento emotivo come “approccio fondamentale” per avviare un processo metacognitivo su di esso, un modus alternativo rispetto ai soliti seminari magari un po’ noiosi, una situazione riflessiva più diretta e più affine all’introspezione personale, che il “linguaggio cinematografico” riesce a supportare con semplicità ed immediatezza.
In questo primo ciclo i film scelti sono stati quattro :
– THE HELP di Tate Taylor con Emma Stone.
– QUASI AMICI di Olivier Nakache.
– DANGEROUS MINDS di John N. Smith con Michelle Pfeiffer.
– MONA LISA SMILE di Mike Newell con Julia Roberts.
Sono quattro film molto belli, magistralmente interpretati, intensi ed emotivamente coinvolgenti.
The Help ci rimanda a luoghi e tempi abbastanza lontani ( gli anni sessanta a Jackson una piccola cittadina degli Stati Uniti) ma a problemi quanto mai attuali, come l’odio razziale e il difficile rapporto tra culture in un humus sociale intriso di pregiudizio. La storia delle protagoniste diventa un po’ la nostra storia: il pregiudizio incancrenito di una società bigotta e chiusa, il disprezzo razziale, lo sfruttamento, la paura, il coraggio, il riscatto.
Quasi Amici incantevole film, tratto da una storia vera, affronta la disabilità da una prospettiva decisamente inedita. La storia di un ricco aristocratico disabile che assume come badante un giovane di periferia appena uscito dal carcere, apparente la persona meno adatta. Ma l’improbabile connubio funziona, così come funziona quello tra Vivaldi e gli Earth, Wind & Fire. Due mondi entrano in rotta di collisione, per dare poi vita, ad un’amicizia un po’ folle, divertente e granitica, ma soprattutto lontana anni luce da quelle forme di pietismo e buonismo ipocrita, che spesso “avviluppano” gli individui con disabilità.
Dangerous minds fa vivere uno spaccato di autentica “scuola inclusiva” in un ambiente difficile. Un’ insegnante di un liceo californiano ubicato in un quartiere “out” dovrà fare i conti con la classe più difficile dell’istituto, costituita, per lo più da afroamericani e ispanici, tutti provenienti da famiglie disagiate. Tra mille difficoltà la prof non demorde ed attua qualsiasi metodo atto a valorizzare ogni singolo allievo, per garantire a ciascuno un adeguato successo formativo e vince la scommessa con sé stessa. Questa classe potrebbe essere una classe vicina a noi, ai nostri vissuti, potrebbe essere allo Zen, a Brancaccio ed anche nella nostra realtà circostante…il comune denominatore risiede sulla fondata ipotesi di come l’insegnante giusto possa ribaltare situazioni apparentemente irrisolvibili e dare un contributo fondamentale alla costruzione di “una giovane vita in divenire” considerata dai più già irrimediabilmente segnata.
Mona Lisa Smile narra la storia di un’ altra insegnante, a riprova dell’importanza che tale ruolo, quando consapevolmente esercitato, riveste all’interno di una società civile, ma in realtà affronta la tematica delle pari opportunità uomo-donna e della condizione pregiudiziale che l’emisfero femminile deve, in molti casi, ancora subire. La prof, che con le sue idee riformiste porta scompiglio nell’atmosfera ottusa, repressiva e conformista dell’università, insegnando alle sue studentesse come allargare i propri orizzonti per una vita futura non necessariamente circoscritta al ruolo di “moglie”, incarna l’esigenza di scardinare un pregiudizio incentrato sulla “disparità di opportunità” lavorative e di affermazione personale ancora oggi frequentemente penalizzante per le donne, pregiudizio particolarmente sentito nella realtà quotidiana, legata a “condizioni discriminanti” presenti soprattutto al Sud.
I primi due film sono stati programmati nei mesi di febbraio e marzo, ma l’affluenza dei genitori, malgrado il tam tam divulgativo, non è stata all’altezza delle aspettative. Si confida in una maggiore partecipazione agli ultimi due incontri, anche perché si potrebbero trattare, in futuro, molte altre tematiche avviando una sensibilizzazione sincera e proficua, fondata sulle emozioni del “pensare” autentico.
“Il coraggio non sempre equivale a prodezza. Il coraggio è avere l’ardire di fare ciò che è giusto, malgrado la debolezza della nostra carne”. The Help”