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Mafia, 8 arresti scongiurano una sanguinosa faida

Palermo, 19 aprile. I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Palermo, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo hanno tratto in arresto, per il reato di associazione per delinquere di stampo mafioso, 8 persone, esponenti di vertice del mandamento mafioso di Palermo “Porta Nuova” che  riveste grande importanza nelle dinamiche criminali di “Cosa Nostra”, in quanto opera nel cuore della città dove sorgono alcune tra le più importanti attività commerciali, i tre mercati storici (“Ballaro”, “Capo”, “Vucciria”) e il porto.

L’indagine, denominata  “Iago”, ha consentito di ricostruire l’attuale organigramma del mandamento mafioso, facendo emergere i ruoli dei loro capi e le dinamiche che hanno portato alle loro investiture, ma soprattutto ha permesso di scongiurare l’inizio di una pericolosa faida tra famiglie mafiose.

Tra gli arrestati boss come Nunzio Milano, 64 anni, e Tommaso Lo Presti, 39 anni, che erano entrambi liberi dopo la scarcerazione. Secondo gli inquirenti, dopo l’omicidio di Giuseppe Di Giacomo il mandamento di Porta Nuova si stava riorganizzando. Dal carcere sarebbe partito l’ordine di uccidere tre uomini.

Secondo gli inquirenti il boss Giovanni Di Giacomo continuava ad impartire ordini dal carcere, e avrebbe ordinato al fratello Giuseppe, ucciso lo scorso 12 marzo prima di poter portare a termine il compito, di ammazzare alcuni esponenti mafiosi che si stavano organizzando per assumere il comando del mandamento dopo l’arresto del padrino di Porta Nuova Alessandro D’Ambrogio. Tre i delitti programmati: quelli di Luigi Salerno, Giuseppe Dainotti e i fratelli Onofrio ed Emanuele Lipari.

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