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Ergastolo annullato per un cavillo, Caputo: “È stata solamente applicata la norma”

Attraverso un cavillo annullate due condanne per omicidio, Caputo: "Applicata norma a garanzia del buon funzionamento del processo”

Da condannati ad imputati nel giro di una settimana, ma non torneranno a casa. Rimarranno sottoposti alla misura di custodia cautelare in carcere in attesa di un nuovo processo, che potrà avere inizio entro la prima metà del prossimo anno.

Stiamo parlando di Piero Erco, 57 anni, detenuto presso il carcere di Cagliari, e di Luca Mantia, 25 anni, agli arresti presso il carcere Pagliarelli di Palermo. La loro sentenza di condanna era stata emessa dalla Corte di Assise di Palermo a novembre dello scorso anno: carcere a vita per Erco, 25 anni per Mantia. Entrambi erano stati ritenuti colpevoli dell’omicidio dell’imprenditore Vincenzo Urso, assassinato ad Altavilla Milicia nel 2009. Ad incastrarli erano state, dopo nove anni dall’omicidio, le testimonianze dei pentiti Andrea e Francesco Lombardo e Massimiliano Restivo, tutti coinvolti, a vario titolo, nel delitto. Avevano riconosciuto in Erco l’esecutore materiale dell’omicidio e in Mantia l’autista che aveva portato il killer sul luogo del delitto.

Bagheria. Arrestato Pietro Erco, autore dell’omicidio di Vincenzo Urso (VIDEO DELL’OPERAZIONE)

Ma il processo è tutto da rifare. Dopo la sentenza di primo grado i difensori di Erco, gli avvocati Salvino e Giada Caputo e Francesca Fucaloro, solo pochi giorni fa hanno ottenuto in appello l’annullamento della sentenza, dopo avere dimostrato che uno dei giudici popolari aveva superato i militi di età, 65 anni.

“Il processo è tutto da rifare”, dichiara Salvino Caputo, che durante il dibattimento durato circa due anni aveva chiamato a testimoniare quasi 90 testimoni. 

Erco si trova in carcere anche perché sta espiando una condanna per una estorsione aggravata dal metodo mafioso. “Deve scontare una parte residua di pena, abbiamo chiesto la liberazione anticipata”. 

In ogni caso non verrebbe comunque rimesso in libertà, dato che, essendo imputato di omicidio, è sottoposto all’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Stessa condizione per Mantia, difeso dai legali Raffaele Bonsignore e Stefano Vitale.

“Stiamo però presentando ricorso al Tribunale per ottenere la revoca della misura cautelare”, spiega Caputo.

Avvocato Caputo, la notizia dell’annullamento di due condanne per omicidio, a causa di un cavillo, ha fatto il giro dell’Italia.

“Appena è stata fissata l’udienza d’appello siamo andati in Cancelleria. È stata fatta una complessa ricerca giurisprudenziale dall’avvocato Giada Caputo ed abbiamo depositato la memoria con l’eccezione. L’esito ci è apparso subito scontato. La Cassazione in altri casi simili si era espressa dichiarando nulla la sentenza”.

Ritiene che il sistema giudiziario in questa occasione abbia dimostrato di avere delle falle importanti?

Un caso come questo non si era mai verificato se non, in tutt’Italia, solo altre tre volte negli ultimi 20 anni. Una Corte di Assise che valuta un processo per omicidio abbastanza complesso, con una serie di testimoni, di collaboratori di giustizia, con una mole notevole di prove testimoniali, si concentra sulle dinamiche probatorie e dibattimentali. Certamente é necessario verificare se dall’inizio del processo e fino all’emissione della sentenza un giudice popolare abbia superato il limite di anni previsti, soprattutto se viene inserito all’interno di un collegio giudicante un giudice che ha superato i 60 anni. Ma è chiaro che si è trattato di una situazione davvero rara. Noi abbiamo avuto l’intuizione di andare a verificare l’età del giudice popolare che già, durante il procedimento di primo grado, ci era sembrato avanti con gli anni. Sono certo che dopo questo episodio questi controlli verranno fatti con maggiore solerzia.

Da uomo di legge ritiene giusto che un vizio di forma possa annullare una sentenza così importante?

Certamente. L’avvocato applica le norme e garantisce l’assistenza tecnica. Se in un caso si arriva a capire che c’è un difetto nel sistema giuridico, l’avvocato ha l’obbligo di sollevarlo, deve tutelare il suo cliente. 

Non sente di avere una grossa responsabilità nei confronti delle parti lese?

No, è la legge a prevedere i requisiti dei giudici popolari, e tra questi c’è quello di non avere meno di 30 anni e più di 65. È una norma a garanzia del buon funzionamento della giustizia, che dice che non devi essere né troppo giovane né troppo vecchio per giudicare. Attiene alla capacità del giudice. Anche i magistrati togati a 70 anni devono andare in pensione per superati limiti di età. La norma alla quale abbiamo fatto riferimento è a garanzia del buon funzionamento del processo.

Processo che adesso torna indietro. La Corte di Assise d’Appello dovrà scrivere entro quindici giorni le motivazioni della sentenza di annullamento. Poi il processo dovrà essere trasferito ad un’altra sezione di Corte d’Assise per ricominciare daccapo.

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