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Ars, Gaetano Galvagno nominato nuovo presidente

Marco Intravaia: "È un onore, ma anche una grande responsabilità, rappresentare la mia gente e la Sicilia nel Parlamento più antico d'Europa"

Gaetano Galvagno è il nuovo presidente dell’Ars. Contro le aspettative, perché il rappresentante di Fratelli D’Italia è stato eletto con 43 voti, quindi a larga maggioranza.

La prima votazione era andata a vuoto, quindi ci si aspettava qualche difficoltà per mettere d’accordo i partiti. Destano comunque interesse i 4 voti dati al suo collega di partito Giuseppe Assenza. Previste invece le 11 schede bianche, alcune delle quali, come preannunciato dallo stesso De Luca, provenienti da Sud chiama Nord e i voti dati a se stessi del Partito Democratico.

Oggi sarà la volta della nomina dei vice presidenti e dei componenti dell’ufficio di presidenza. Galvagno è il più giovane presidente della storia dell’Ars, a soli 37 anni. Un motivo di grande responsabilità, come detto dallo stesso neo presidente subito dopo essere stato eletto: “Mi auguro di essere degno di questo incarico: ho già fatto il deputato segretario e vice presidente della commissione bilancio. Faremo tutto ciò che sarà nelle nostre possibilità”.

Galvagno ha dedicato un commosso ricordo al presidente della commissione bilancio Riccardo Savona, scomparso di recente, e ha rivolto un ringraziamento al presidente della commissione Antimafia Fava.

La mattinata di oggi è cominciata di buon ora, essendo la prima seduta all’Assemblea regionale siciliana. L’Aula si è aperta ufficialmente alle 11, in orario, con la prima campanella, con i commessi vestiti in alta uniforme, che hanno accolto i 70 deputati. Per alcuni si è trattato di un ritorno, per altri del classico primo giorno di scuola. Sono numerosi gli onorevoli alla prima elezione. Come la più giovane, la grillina Martina Ardizzone, con i suoi 27 anni. Tanta l’emozione tra i neo deputati, ma anche degli eletti più navigati. Nuccio Di Paola, del M5S, si è presentato con la moglie. Mentre il suo collega di partito Angelo Cambiano, elegantissimo, è da solo perché i figli “sono influenzati”.

Nella prima mattina il neo Presidente della Regione siciliana Renato Schifani e il Presidente dell’Ars uscente Gianfranco Miccichè si sono incontrati presso la Sala dei Venti per pochi minuti e poi hanno salutato una delegazione di deputati che sono in attesa della prima seduta, in Sala della Preghiera. È il primo incontro tra i due dopo le polemiche dei giorni scorsi all’interno del partito sulle nomine degli assessori. “È stato un incontro dovuto – ha detto Miccichè – diciamo ai giornalisti che non abbiamo nessun accordo…”.

Del parlamento entrano a far parte anche Marco Intravaia e Giuseppe Zitelli di Fratelli d’Italia, Margherita La Rocca di Forza Italia, Giuseppe Castiglione (FI), Alessandro De Leo e Giuseppe Lombardo (De Luca sindaco), e le due pentastellate Martina Ardizzone e Roberta Schillaci. Le new entry subentrano a deputati eletti in altri collegi che hanno lasciato libero il posto. Una lunga giornata quella di ieri e che ha aperto ufficialmente la 18ma legislatura.

Come da regolamento la prima seduta è stata presieduta dal deputato più anziano, Giuseppe Laccoto (Lega). Subito dopo c’è stato il giuramento di tutti e 70 i deputati con la formula di rito. Ma l’attenzione è stata tutta sulla elezione della seconda carica della Regione: quella del presidente dell’Ars.

Nella passata legislatura è stato il leader di Forza Italia Gianfranco Miccichè a ricoprire questo incarico. Ad inizio di mattinata si faceva già il nome di Gaetano Galvagno, di Paternò, classe 1985 eletto in quota Fratelli D’Italia, fedelissimo del presidente del Senato Ignazio La Russa. Il nome sarebbe stato suggerito dai vertici romani della maggioranza, ma i franchi tiratori erano in agguato.

Secondo regolamento sono previste 4 possibilità per eleggere il presidente Al primo scrutinio serve la maggioranza dei due terzi, cioè 46 voti. Alla seconda votazione è sufficiente la metà più uno dei voti. Alla terza votazione, che si svolge il giorno successivo, basta ottenere la maggioranza assoluta e se anche in questo caso non si riesce a eleggere il presidente si passa alla quarta votazione con il ballottaggio tra i due candidati che hanno ottenuto più voti. Le operazioni per l’elezione del presidente sono cominciate alle 12 con scrutinio segreto. La prima votazione è andata a vuoto, segno di mancato accordo tra i partiti, o solo una prova muscolare per poi ottenere poltrone nelle commissioni o nell’ufficio di presidenza. Infatti Galvagno ha ottenuto solo 34 voti, mentre ne servivano i due terzi di 70. Cateno De Luca ha fatto sapere dell’astensione dei suoi e così anche il Pd. Alle 13.15 è cominciata la seconda votazione, sempre a scrutinio segreto, questa volta con una soglia di 36 voti a favore per poter nominare il presidente. Alla seconda votazione hanno partecipato tutti e 70 i deputati, 43 hanno votato Galvagno, 4 Assenza, 11 sono state le schede bianche e gli altri hanno votato per se stessi. Nel frattempo ieri mattina il gruppo della Democrazia Cristiana all’Ars ha nominato capogruppo Carmelo Pace.

È un onore – ha dichiarato il monrealese Marco Intravaia -, ma anche una grande responsabilità, rappresentare la mia gente e la Sicilia nel Parlamento più antico d’Europa. Il mio impegno sarà sempre quello per la crescita della mia Isola e per il riconoscimento del valore civico e culturale che ha svolto nella storia.

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