Quella del 2022 verrà ricordata in Sicilia come l’annata nera per la produzione dell’olio extravergine di oliva. Poche frutti sugli alberi ed elevati costi di produzione in tutta la filiera faranno lievitare i prezzi dell’oro verde.
Da una parte ci sono gli agricoltori che lamentano un vertiginoso aumento del costo della manodopera, così come del prezzo dei concimi (passato da 24€ a 65 € per 50 kg). “Anche il prezzo del gasolio defiscalizzato è raddoppiato”.
Nel distretto di Caltabellotta, grande centro di produzione dell’olio siciliano, ieri sera si è tenuto un incontro tra diversi agricoltori e gestori di frantoi.
I produttori minacciano che, in assenza di un prezzo dell’olio che gli garantisca un margine di guadagno minimo, quest’anno incroceranno le braccia. “Siamo disposti a lasciare le olive sull’albero”.
Anche per i frantoi i costi sono aumentati e, a circa 15 giorni dall’inizio della campagna di raccolta e lavorazione delle olive, nel palermitano alcuni gestori non hanno ancora deciso se apriranno gli impianti di lavorazione delle olive. “I costi di energia elettrica sono raddoppiati, non basterà aumentare di soli 50 centesimi a quintale il costo di lavorazione”, spiegano.
Tutti fattori che si ripercuoteranno sul prezzo finale, quello al quale il consumatore sarà, volente o nolente, costretto ad acquistare l’olio.
E c’è scommette che il prezzo di un litro d’olio non verrà venduto a meno di 9 o 10 euro al litro.
Buonasera sono Giovanni da Termini imerese, Palermo, cerco lavoro addetto raccogliere olive sul territorio di Termini Imerese, Palermo, cell.3318340635, Grazie