Segnala a Zazoom - Blog Directory

Elezioni regionali e nazionali, il ruolo del Mosaico, Gambino: “Sensibilità trasversali, ma il nostro progetto rimane locale”

"Non daremo indicazioni di voto, nel movimento c’è la possibilità di un’attenzione trasversale sullo scenario regionale, e da parte mia non ci può essere una presa di posizione nei confronti di qualcuno"

Roberto Gambino è il portavoce del Mosaico, un movimento politico trasversale, con al suo interno culture politiche differenti, con una vocazione territoriale, ma non per questo avulso dalla situazione politica regionale e nazionale di questa calda estate.

Prima di parlare di consultazioni elettorali, qual è lo stato di salute del Mosaico, dopo tre anni di governo? C’è ancora una grande partecipazione della società civile, come si è registrata alla nascita del Movimento e durante la campagna elettorale per le amministrative monrealesi, oppure, come sembrerebbe fisiologico e non mi scandalizzerebbe, l’impegno politico si è ristretto ai soli consiglieri e assessori e ad una cerchia ristretta di attivisti?

Il periodo legato alla pandemia covid ha comportato un serio taglio alla partecipazione politica. Abbiamo registrato immediatamente un problema di partecipazione.

Per un movimento cresciuto intorno all’idea di progettazione partecipata prima ancora che su un progetto politico, la possibilità di utilizzare metodologie di comunicazione a distanza non ci ha aiutato.

Il Mosaico è nato come coalizione trasversale, essenzialmente impegnata per un progetto legato alla città di Monreale. Oggi, dopo tre anni di governo, il movimento ha maturato anche ambizioni a livello regionale o nazionale?

No, l’esperienza rimane locale. Sarebbe stato più semplice scegliere già due anni fa un componente del Mosaico per candidarlo, ma avrebbe significato schierarci da una parte o dall’altra, cosa che non rientra nella filosofia del movimento che è e rimane territoriale.

Quindi il Mosaico, dinanzi alle consultazioni regionali e nazionali, starà a guardare? O darete una indicazione di voto al vostro elettorato?

Non la diamo e non la possiamo dare. Altro è quello che sta succedendo all’interno delle componenti che formano il Mosaico.

Come detto, il nostro progetto politico è legato alla comunità monrealese, ma eravamo consapevoli che l’avvicinarsi delle consultazioni regionali avrebbe costituito uno spartiacque rispetto all’attività politica sul territorio. La nostra è stata una lista civica, con caratteristiche civiche, ma certamente subiamo l’influenza del contesto politico nel quale ci troviamo. A maggior ragione che noi siamo un mosaico con all’interno anime e culture politiche differenti. 

All’inizio del nostro impegno politico e della formazione della lista durante la campagna elettorale abbiamo avuto un appoggio importante da parte di personalità oggi impegnate nelle regionali. Come Edy Tamaio che ha condiviso e dato una spinta al movimento sin dalla sua fase iniziale, che aveva e ha un rapporto con il movimento e gode di stima al suo interno da parte di tantissime persone che l’hanno conosciuto. Come anche Giuseppe Lupo, che ha espresso un consigliere comunale che è stato anche assessore per 2 anni. C’era e c’è anche un’area che si potrebbe collocare verso la sinistra più tradizionale, più vicina a Fava e al movimento Cento Passi. Un’altra componente è di elettori del Movimento 5 Stelle. Poi, noi siamo nella maggioranza di Alberto Arcidiacono nella quale si è creato un rapporto con Marco Intravaia che nel tempo si è strutturato.

All’interno del movimento quindi c’è la possibilità di avere un’attenzione trasversale sullo scenario regionale, e da parte mia non ci può essere una presa di posizione nei confronti di qualcuno.

Non crede che le dichiarazioni di voto, più o meno palesi o pubbliche, dei rappresentanti politici del Mosaico, sebbene lecite, siano poco opportune? Non si rischia di confondere il vostro elettorato?

Le consultazioni regionali rappresentano un momento difficile per il Mosaico, ma anche per l’amministrazione. Lo sapevamo. Ma credo che ci stiamo arrivando forse nel modo migliore. Ognuno sta seguendo la propria strada. È un problema di coerenza, che non riguarda il movimento che rimane coerente se rimane ancorato al territorio e al contributo da dare alla città. Poi ciascuno fa il ragionamento che ritiene più opportuno. Io stesso, non come portavoce ma come Roberto Gambino, sto facendo delle valutazioni, assieme ad un gruppo che ha una sensibilità più trasversale, e che guarda a quello che sta succedendo a livello regionale o nazionale rispetto alla necessità di dare un contributo in una certa direzione. Lei in un articolo parlava di deriva a destra. È chiaro che quando sembra che tutti remano in una certa direzione, chi ha una certa storia politica deve porsi la domanda se c’è una deriva reale e se c’è qualcuno che sta provando a frenarla. Io con altri anche all’interno del Mosaico, dinanzi a questo pensiero unico, dove tutto sembra andare in un’unica direzione, parlo soprattutto a livello locale, ci stiamo interrogando su come diversificare la possibilità di esprimere un consenso a Monreale.

Non si può fare passare il messaggio della slavina che porta in una sola direzione.

Come se ne esce?

C’è un nucleo del movimento che sta valutando se dare un contributo, diversificandosi rispetto a quella che è la proposta attualmente in campo. Dobbiamo prendere una posizione per rafforzare un’alternativa rispetto a quella che lei ha segnalato come una deriva verso la destra.

Monreale vira a destra, mentre il centro sinistra rimane a guardare

All’interno della maggioranza di governo, e del Mosaico nello specifico, alcuni consiglieri sosterranno Marco Intravaia per i risultati che il suo ruolo al fianco del Presidente Musumeci ha portato a Monreale. Anche chi si dichiara di centro sinistra porterà voti al partito di destra di Giorgia Meloni. Le sembra una posizione coerente?

La coerenza c’è se il ragionamento è legato alla città. Se stai portando avanti Marco Intravaia o Edy Tamaio perché pensi di potere instaurare una collaborazione che porterà risultati alla città, allora è un ragionamento coerente. Soprattutto se non hai la tessera di un altro partito. 

Non si può però non mantenere uno sguardo sulle conseguenze che il voto avrà sulla politica regionale o nazionale.

È per questo che una parte non residuale del Mosaico sta valutando quello che sta succedendo. E credo e spero che la prossima settimana quest’area, che come detto possiede una sensibilità che guarda alla diversificazione rispetto all’appiattimento, deciderà sull’opportunità di dare un contributo ad una parte che sembra essere minoritaria in questo momento.

Commenta la notizia

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.