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Un invito al confronto. Chi raccoglierà la sfida?

Monreale si prepara alla sfida elettorale del 25 settembre, l’auspicio è che i candidati locali si aprono al confronto pubblico

Non esito ad ammettere che le vicende che si susseguono ormai da mesi mi provocano una tale congerie di pensieri che stento a metterli in fila. Gli accadimenti quasi quotidiani a tutte le latitudini sono talmente deflagranti e repentini dal coltivarmi il dubbio che stiamo ahi noi vivendo un periodo storico che non passerà inosservato agli occhi dei più e che riempirà non poche pagine dei libri di storia a venire. 

Mi trovo pure, al momento, nella non rara per me – avendo un fratello da decenni residente negli USA – veste, privilegiata da alcuni punti di vista, di osservatore da e nel territorio americano del Colorado. 

Il privilegio, se veramente così può definirsi in questo momento, consiste di sicuro nel vivere il quotidiano divenire delle vicende che coinvolgono l’ex Presidente Trump; sequestri di documenti presso la sua residenza e in sua assenza, interrogatori per sospette gravissime frodi fiscali. 

Storie giudiziarie che auspico procureranno una sua definitiva uscita di scena. 

Il casuale osservatore italiano non può non restare colpito e non certo da ora da quanto assurdi appaiano ai suoi occhi gli atteggiamenti sprezzanti, la mimica surreale dell’ex uomo più potente del mondo, il suo eloquio sprezzante e foriero di svolte drammaticamente epocali evocate in nome del suo attuale slogan Save America. 

Gli americani, anche quelli che non lo apprezzano anzi lo combattono civilmente e civicamente, ci hanno fatto l’abitudine e quasi non si meravigliano più. 

Certo pensare che quest’uomo stia lottando con ogni mezzo per ritornare a fare il Presidente degli Stati Uniti con il suffragio di una messe di americani specialmente del Sud degli USA mette quasi i brividi. 

E’ però, dal mio sommesso punto di vista, la dimostrazione che a quasi tutte le latitudini mondiali gli anni ottanta e novanta non hanno saputo far nascere e crescere una classe politica adeguata ai tempi grami che stiamo vivendo. Basti pensare all’età dei due ancora oggi ipotetici concorrenti alla presidenza americana, Trump e Biden, entrambi più prossimi agli ottanta che ai settanta. 

Ma con l’ausilio dei mezzi informatici anche la quotidiana informazione e approfondimento delle vicende italiche è soltanto ritardata di qualche ora, causa fuso orario. 

Il frangente politico italiano è quanto di più inaspettato si potesse concepire solo qualche mese addietro. La crisi di Governo e la indizione di elezioni in piena estate con un appuntamento elettorale inedito per il prossimo 25 settembre. 

Nemmeno i più accorti e lungimiranti analisti avevano previsto si potesse precipitare nel baratro delle elezioni per le determinazioni e scelte concomitanti del M5S, di FdI, Lega e ForzaItalia specialmente in un frangente di gravi difficoltà economiche e non solo e mentre alla guida del Governo c’era l’uomo, Mario Draghi, dai più riconosciuto come la personalità più ascoltata, apprezzata e influente dell’intero Paese a livello mondiale. 

Scelte più o meno strategiche e personali hanno portato il Presidente Siciliano Musumeci a rassegnare anticipatamente le proprie dimissioni e provocare così la celebrazione del cosiddetto election day, cosicché in Sicilia in quella data del 25 settembre prossimo, tra circa 40gg. si sarà chiamati a eleggere il Parlamento Nazionale e quello Regionale col relativo Presidente dell’Assemblea. 

Non voglio qui esprimere idee o intenzioni di voto, ma vorrei avanzare un auspicio per quanto accadrà nelle prossime settimane, quelle che saranno invase e pervase dalla/e campagna/e elettorali nazionali e regionali. E anche e sopratutto con riferimento al nostro territorio monrealese. 

Ciascuno di noi, fosse pure per un passaggio al bar, dal tabaccaio o al mercatino rionale, ha la percezione di quale sia il sentimento diffuso che va dalla frustrazione al desiderio di ribellione non meglio identificato, condito sempre dalle solite definizioni in dialetto che conosciamo talmente bene dal non avere qui necessità di ripeterle. 

Non posso qui che far rapidissimo cenno a come, ad avviso di molti ma pure mio, il seme del populismo diffuso – di cui Trump è stato ed è uno dei massimi interpreti – è storicamente quel seme che germoglia dando i peggiori frutti in termini di avvento di estremismi e totalitarismi. Qualcuno ben più attrezzato del sottoscritto come Furio Colombo qualche giorno fa ha parlato di Società del Rancore. 

La medicina contro il populismo di qualunque matrice è sempre e soltanto la conoscenza unita alla consapevolezza che l’esercizio del voto è la massima espressione di democrazia e chi si astiene – voglio usare il nostro idioma che qui riassume bene il concetto – poi ‘un si pò lamintari . 

Nel territorio monrealese si conoscono già i nomi di alcuni candidati alle elezioni regionali, presto si conosceranno i nomi degli altri, di coloro che aspireranno con i suffragi espressi nella nostra area geografica, a diventare parlamentari nazionali, deputati o senatori. 

Mancano ancora pochi giorni quindi alla definizione delle liste e alla apertura “naturale” dell’agone politico. 

Chi come il sottoscritto, aldilà delle mai celate convinzioni politiche, vanta spirito indipendente, coltiva oggi un auspicio che spera possa esser condiviso e concretizzato. 

L’auspicio è che i candidati del e nel territorio si sforzino di affrontare la campagna elettorale fuori dalle gabbie dei social network e persino dai comizi in solitario. Questi si per carità, fanno sempre e giustamente parte del corollario elettorale, sono persino folclore irrinunciabile per certi versi. 

Ma quanto auspico è che candidati, rappresentanti di partiti o liste di qualunque tipo si offrano a confronti diretti con la gente con gli elettori e quando dico confronto immagino che si possa dar voce anche a chi è solo e semplicemente elettore. 

Il confronto, quella cosa che la Tv e i conduttori e responsabili dei talk show ci hanno disabituato al punto che sembrerebbero irrealizzabili. E in questo bisognerebbe qui sì imitare le abitudini americane che a qualunque livello di elezioni prevedono ripetuti confronti/scontri diretti in Tv persino con pubblico partecipe che può rivolgere domande ai candidati. 

È uno sforzo che la comunità merita e che i candidati credo sono chiamati a soddisfare anche attingendo – la butto lì – pure ai propri fondi elettorali. 

Da consegnare al libro dei desideri……… 

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