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Cimitero degli orrori, l’Avv. Pivetti Gagliardi: “Responsabilità dell’Abbazia già esclusa dal GUP, non è proprietaria del cimitero”

La proprietà del cimitero di San Martino delle Scale è della parrocchia, non dell'Abbazia: "Tutto avveniva all’insaputa del parroco, anch’esso assolto dal GUP"

“La responsabilità dell’Abbazia di San Martino delle Scale è già stata esclusa dal GUP, il dott. Marco Gaeta, anche perché l’Abbazia non ne ha alcuna competenza. Proprietaria del cimitero è la parrocchia S. Martino Vescovo, ma questo è un dato già acclarato documentalmente”.

L’avvocato Michele Pivetti Gagliardi è il legale dell’Abbazia di San Martino delle Scale, coinvolta suo malgrado nell’inchiesta del cosiddetto “cimitero degli orrori”. “Si tende a fare confusione tra i vari enti ecclesiastici, apportando così discredito e danno di immagine all’Abbazia. Mi corre obbligo fare chiarezza su un punto. L’Abbazia non ha alcun tipo di rapporto con il cimitero della frazione di San Martino delle Scale, tantomeno quindi con la famiglia Messina coinvolta nell’inchiesta. Su questo aspetto avevamo inviato una memoria al Giudice, il dott. Sergio Ziino (Presidente del collegio appositamente costituito, ndr), come da lui richiesto. L’Abbazia è già stata esclusa dal procedimento, il GUP Marco Gaeta aveva respinto la richiesta della sua responsabilità civile presentata dai legali di parte civile”.

Il Prof. Pivetti Gagliardi esclude anche che possa configurarsi una responsabilità civile in capo al proprietario del cimitero, la parrocchia quindi, per una culpa in vigilando.
“Intanto bisogna chiarire che anche la parrocchia non ha mai fatto alcun tipo di accordo, né verbale né tantomeno scritto, con i signori Messina. Si sarebbe potuta configurare la colpa in vigilando se ci fossero state delle circostanze che avessero messo la parrocchia nelle condizioni di non vigilare su quello che accadeva al cimitero. Ma, come ampiamente dimostrato anche dalle indagini dei carabinieri, tutto avveniva all’insaputa del parroco, anch’esso assolto dal GUP Dott Gaeta”.

La stessa Procura accusa la famiglia Messina di aver fatto sottoscrivere dei contratti falsi, con firme accuratamente contraffatte. La procedura prevedeva che il privato richiedesse alla parrocchia la sola autorizzazione alla tumulazione, che veniva concessa se si dimostrava la proprietà del loculo. Qui terminava il suo compito. “La parrocchia – spiega il legale – non aveva nessun’altra competenza in merito alle tumulazioni, diversamente da ASP e comune di Monreale che, tra l’altro, sono già usciti dal procedimento, per prescrizione o perché assolti”.

Tornando al ruolo dell’abbazia, il legale sottolinea tra l’altro che l’inchiesta sia scaturita proprio dalla denuncia dell’abate che, non appena resosi conto di quanto stava accadendo, si era immediatamente rivolto ai carabinieri.
L’avvocato non ha dubbi. “Siamo certi che il 19 settembre anche il dott. Sergio Ziino non ammetterà le eventuali richieste di responsabilità civile in capo all’Abbazia che dovessero essere presentate dai legali delle persone offese”.

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