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Strage di Ustica, Pinocchio: “Siamo un paese a sovranità limitata”

“Il governo italiano non ha la volontà, la forza di chiedere a paesi amici, Francia ed USA, cosa sanno di loro di questa vicenda”

Stamattina in piazza Inghilleri, alle ore 10,30, si è svolta una cerimonia commemorativa in ricordo dei due giovani nostri concittadini, Giovanni ed Antonella Pinocchio, periti il 27 giugno del 1980, nella strage di Ustica, nella quale morirono 81 persone, con l’apposizione di un mazzo di fiori, a cura dell’Associazione “Liberi di Lavorare” presieduta da Biagio Cigno, dell’Osservatorio Sviluppo e Legalità Giuseppe La Franca presieduto da Claudio Burgio, dell’Associazione Culturale Venero presieduta da Giuseppe Magnolia e dell’Associazione AUSER di Monreale Circolo Biagio Giordano presieduta da Luigi Mazzola.

Alla manifestazione era presente l’Amministrazione comunale con il Presidente del Consiglio Comunale Marco Intravaia e l’Assessore Luigi D’Eliseo.

È bene ricordare che da 42 anni questa sciagura è diventata una delle grandi bugie della nostra Italia e rientra in quei grandi misteri tutt’ora insoluti.

I parenti delle vittime hanno ricercato in questi anni la verità sulle cause, anche con le unghie, graffiando quel muro di gomma che è ancora dinanzi a noi.

Manca infatti di sapere di chi erano quegli aerei militari che quella maledetta sera volavano vicino al nostro aereo civile.

Nei giorni successivi alla vicenda si sono accavallati i depistaggi e l’occultamento delle carte, malgrado si sia appurato che l’aereo Itavia fu colpito da un missile, a tutt’oggi, é di giorni fa la notizia che ripropone nuovamente l’ipotesi che a causare la strage sia stata una bomba messa a bordo.

Francesco Pinocchio

Francesco Pinocchio, il fratello superstite, assente perché impegnato in un’analoga manifestazione a Bologna, raggiunto telefonicamente, oltre a ringraziare noi tutti, ci ha dichiarato “che da parte del governo italiano non si ha la volontà, la forza di chiedere a paesi amici, Francia ed USA, cosa sanno di loro di questa vicenda. È ampiamente risaputo che quella sera i Mirage francesi atterravano e decollavano continuamente dalla base corsa di Sollenzara. Ma siamo un paese a sovranità limitata. Ogni anno i Presidenti della Repubblica inviano ai parenti un messaggio di vicinanza ed esortano maggiori sforzi dei nostri governi (vari nel tempo) nei confronti dei nostri alleati. Triste sorte resta a chi un giorno dovrà rispondere della propria coscienza sporca”. 

Parole amare e tristi quelle di Francesco, ecco perché è importante fare memoria, perché questa richiesta di verità e giustizia sia sempre espressa da qualcuno che ha la coscienza pulita, dalla parte giusta dell’Umanità.

42 anni fa la strage di Ustica: “Sono stati gli alieni?”

Giovanni Gaggia, artista e performance marchigiano, ha dato vita a Palermo ad un progetto, iniziato cinque anni dopo la strage, che riflette sul legame tra arte e memoria e sull’importanza e la necessità della memoria come impegno civile. Ha realizzato un arazzo, in cui è ricamata la frase “Quello che doveva accadere”, frase pronunciata da Daria Bonfietti, Presidente dell’Associazione Parenti delle vittime della strage di Ustica, in mostra al Museo Riso di Palermo e curata da Desirèe Maida con il contributo della Fondazione Sicilia e promossa dall’Assessorato ai Beni Culturali oltre ad altri Enti ed Associazioni.

Alle ore 18 di oggi presso l’Abbazia di san Martino delle Scale verrà celebrata un messa in suffragio.

L’Amministrazione Comunale monrealese nel 2005 in piazza Inghilleri pose una scultura a ricordo.

 

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