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Non ci fu diffamazione, archiviate le accuse contro Vittorino e Terzo: “Il Cda del Biviere si dimetta”

Mario Caputo (FI): "Richiesta attività ispettiva della Regione per verificare eventuali violazioni amministrative commesse dai vertici del Consorzio del Biviere"

MONREALE – “Non hanno espresso affermazioni offensive, hanno esercitato il diritto di critica politica, svolto il compito istituzionale, in quanto consiglieri comunali, di vigilanza e controllo su una partecipata del Comune di Monreale e hanno svolto un ruolo ispettivo nei lavori della Commissione consiliare”. Con questa motivazione il Giudice per le indagini preliminari, accogliendo la richiesta della Procura della Repubblica, ha dichiarato inammissibile la richiesta presentata dalla difesa del Consorzio Irriguo del Biviere, assolvendo da ogni contestazione i consiglieri comunali di Forza Italia di Monreale, Mimmo Vittorino e Silvio Terzo, emettendo sentenza di archiviazione definitiva. 

A dare notizia sono o difensori dei due consiglieri comunali, Salvino Caputo, Nicola Nocera e la Dr. Ssa Giada Caputo. 

Come è noto i due consiglieri comunali avevano convocato in audizione, in prima Commissione consiliare, il Presidente e il direttore del Consorzio Irriguo del Biviere per acquisire notizie in merito al conferimento di incarico di consulenza all’avv. Letizia Sardisco, divenuto poi assessore comunale, e alle modalità di assunzione, quale funzionario direttivo, dell’Avv. Alessia Meli che – specificano i legali – “da consulente del Sindaco di Monreale a titolo gratuito prima e poi con incarico oneroso con una indennità di 45 mila euro circa, era diventata con concorso pubblico e come unica partecipante funzionario del Consorzio con lo stesso importo di 45 mila euro”. 

“Il concorso – continuano i legali – era stato pubblicato esclusivamente sull’albo pretorio del Consorzio che gestisce il servizio idrico per i comuni di Palermo e Monreale”. 

I due consiglieri azzurri avevano sollevato perplessità in ordine alla regolare modalità di conferimento dei due incarichi. Il Presidente del Consorzio, lamentando un comportamento diffamatorio da parte dei due esponenti politici, aveva presentato un esposto alla Procura della Repubblica. Il Pubblico Ministero aveva presentato una prima richiesta di archiviazione motivando la assoluta linearità del comportamento dei due esponenti politici che avevano agito in un contesto istituzionale. “Tra l’altro – spiegano i legali – lo stesso Statuto del Biviere prevede il controllo da parte del consiglio comunale”. La difesa del Consorzio aveva presentato opposizione, ma il Giudice per le indagini preliminari aveva dichiarato inammissibile la richiesta, disponendo l’archiviazione della querela, ribadendo la correttezza della attività ispettiva di Terzo e Vittorino. 

“Eravamo consapevoli – hanno affermato Silvio Terzo e Mimmo Vittorino – di avere agito nell’interesse pubblico richiamando i doveri del consigliere comunale. Rimane l’amarezza che né il Presidente del Consiglio né gli altri consiglieri sono intervenuti a difesa della prerogative del consigliere comunale. Siamo grati ai nostri Avvocati che ci hanno seguito con affetto e professionalità. Adesso stiamo valutando di chiedere l’intervento della Corte dei Conti per danno erariale, in quanto sono state impegnate migliaia di euro di soldi pubblici per l’incarico conferito al legale da parte del Consorzio del Biviere, il cui Consiglio di Amministrazione deve dimettersi immediatamente”. 

I due consiglieri preannunciano la verifica degli atti per valutare se ci sono gli estremi per presentare una denuncia per calunnia nei confronti del Presidente del consorzio, del Direttore Russo e di tutti i consiglieri. 

Intanto, il Deputato regionale di Forza Italia Mario Caputo ha anticipato la richiesta di una attività ispettiva da parte della Regione per verificare eventuali violazioni amministrative commesse dai vertici del Consorzio del Biviere.

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