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Monreale, torna alla collettività un bene confiscato alla mafia

Alla Favara nascerà un centro di aggregazione turistica con aula multimediale per corsi sul turismo e sull’ambiente e l’aula della “cultura e della legalità” intitolata all’avv. Enzo Fragalà

MONREALE – È stato presentato questo pomeriggio il progetto di ristrutturazione del sito di contrada Grotte Favara, confiscato alla mafia e immesso nella disponibilità della collettività.

L’immobile appartiene al comune di Monreale. Attraverso l’adesione ad un bando pubblico era stato assegnato ai primi del 2018 all’associazione Asfa Sicilia” (Associazione di sostegno alla famiglia), presieduta dal Cav. Diego Mannisi. Attraverso il Gal Terre Normanne è giunto il finanziamento di 89.000 €, che servirà alla ristrutturazione dell’immobile e che consentirà la realizzazione di un centro di aggregazione turistica (collegato con la via Francigena) e di un’aula multimediale dove verranno attivati corsi sul turismo e sull’ambiente, aperti anche a ragazzi affetti dalla sindrome di Asperger. Sorgerà inoltre un’aula della “cultura e della legalità”, che è stata intitolata all’avvocato Enzo Fragalà. L’obiettivo è di tenervi dibattiti e momenti di formazione incentrati sul tema della legalità.

L’Asfa Sicilia, attiva da 12 anni, con la sua dozzina di volontari si occupa di distribuire derrate alimentari a circa 800 famiglie, sia monrealesi che palermitane.

Il nuovo centro ha ricevuto oggi il battesimo da parte di tante autorità, che con la loro presenza hanno voluto testimoniare la grande validità sociale del progetto. Presenti l’arcivescovo di Monreale, S. E. Mons. Michele Pennisi, il sindaco Alberto Arcidiacono, il presidente del consiglio comunale Marco Intravaia, il Generale di Corpo d’Armata dei Carabinieri Riccardo Galletta, comandante Interregionale “Culqualber”, il Generale di Brigata Rosario Castello, comandante della Legione Carabinieri “Sicilia”, il Tenente Colonnello Sebastiano Arena, Comandante del Gruppo Carabinieri di Monreale, il Capitano Andrea Quattrocchi, Comandante della Compagnia dei Carabinieri di Monreale, il luogotenente Antonio La Rocca, Comandante della stazione dei Carabinieri di Monreale, il delegato Cocer Carabinieri dott. Enrico Bonavita. Hanno presenziato alla cerimonia anche la vedova dell’avvocato Enzo Fragalà, Silvana Friscia, e la figlia, Marzia Fragalà.

“Si tratta di un momento importante per la città di Monreale – ha dichiarato il sindaco Alberto Arcidiacono -. Un sito confiscato alla mafia è stato restituito ai cittadini con la collaborazione dell’associazione presieduta dal cavaliere Mannisi che compie un’opera meritoria. L’immobile diverrà un centro di eccellenza, e il comune farà in modo che i lavori possano essere svolti nel più breve tempo possibile”.

Molto compiaciuto anche Mons. Pennisi: “Sapere che c’è un’associazione che si attiva per fornire dei viveri a circa 800 persone in difficoltà è una cosa molto significativa. Soprattutto perché avviene in un immobile confiscato alla mafia. Ciò che veniva usato per il male viene oggi usato per il bene. Ciò che serviva per sfruttare le persone oggi diventa strumento di solidarietà per le famiglie più in difficoltà”.

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