MONREALE – “Forse uno degli aspetti più belli che è stato raggiunto, in occasione di questa festa del SS. Crocifisso, è l’unità e la serenità all’interno della Confraternita”.
Pietro Maranzano, Giuseppe Messina e Massimiliano Birchler hanno da poco preso le redini della Confraternita, dopo le note vicende che avevano portato alla sostituzione del suo vertice. Ma già nel corso dell’assemblea del 10 aprile avevano letto nel volto dei 300 e più confrati presenti il desiderio di ripartire tutti insieme per un nuovo cammino.
“Siamo più che soddisfatti di come la processione si sia svolta”, spiegano i tre commissari, ancora con davanti agli occhi le immagini della lunga scia bianca e rossa dei confrati, e il seguito di fedeli.
“Penso che circa 500/600 fedeli erano in processione – racconta Messina – E se non si fosse trattato di un giorno feriale avremmo avuto una partecipazione ancora superiore. Da organizzatori abbiamo vissuto un’emozione diversa da quella che provavamo da confrati. Ma non nascondo la fatica nell’organizzare una processione che, pur se si ripete negli anni, è sempre abbastanza complessa. Sono state settimane di grande impegno”.
L’edizione di quest’anno è stata tra quelle più lunghe. Il Crocifisso è stato posizionato dietro l’altare della Collegiata intorno alle 3,30 del mattino.
Messina in queste settimane ha curato il settore giovanile, quello dei probandi e dei novizi. “A San Castrense c’è stato il passaggio dei novizi a confrati. Un momento emozionante. In quell’occasione ho assegnato loro i ruoli. 4 giovani sono diventati stendardieri, 2 hanno espresso la vocazione di rimanere in preghiera durante la processione, gli altri 17 hanno montato per la prima volta sotto la vara. Per loro chiaramente ho scelto i tratti del percorso meno difficili”.
“Tutto si è svolto secondo protocollo – spiega il trio commissariale -, non c’è stato alcun incidente. Abbiamo avvertito l’entusiasmo della gente. Nonostante l’ora tarda in tantissimi hanno partecipato fino alla fine. Vedere nella piazza il tappeto di persone è stato commovente. E poi abbiamo visto un Mons. Gaglio molto emozionato. Nonostante l’età è rimasto in processione fino all’ultimo”.











