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Don Gualtiero Isacchi: il nuovo vescovo di Monreale, 51 anni, originario di Lecco, proviene da Albano

Mons. Michele Pennisi tornerà nel suo Paese natale, a Grammichele, a fare il parroco

Don Gualtiero Isacchi è nato a Lecco, il 7 settembre 1970. Proviene dalla diocesi di Albano, dove ha collaborato come vicario episcopale per la pastorale con l’allora vescovo Marcello Semeraro. È uno dei pochi vescovi di prima nomina che il Papa invia a guidare una arcidiocesi importante, com quella di Monreale.

Don Isacchi è sacerdote dal 1994. Da allora ha operato sempre nella diocesi di Albano, dove ha rivestito numerosi incarichi, tra i quali quello di parroco, di Direttore dell’Ufficio Diocesano di Pastorale Giovanile, di Direttore del Seminario Vescovile.

Rivestirà a breve il ruolo che dal 2013 è di Mons. Michele Pennisi che, ha già fatto sapere, tornerà nel suo Paese natale, a Grammichele, a fare il parroco. Ma in attesa dell’insediamento del nuovo Arcivescovo, Mons. Pennisi manterrà il ruolo di amministratore apostolico.

“La nostra comunità è lieta di accogliere il nuovo pastore, Gualtiero Isacchi, che il Santo Padre Francesco, cui va la nostra gratitudine filiale, ha scelto per la diocesi di Monreale”. È quanto ha dichiarato il presidente del Consiglio comunale di Monreale, Marco Intravaia, una volta appresa la notizia.

”Ringrazio sua eccellenza monsignor Michele Pennisi per questi nove anni di azione pastorale al servizio della nostra collettività. Rimarrà con noi come amministratore apostolico fino all’insediamento del nuovo Arcivescovo. Il suo impegno civico in favore della cultura della legalità e dei temi sociali di certo ha lasciato il segno e ha contribuito ad una maggiore consapevolezza. Diamo il benvenuto nella nostra terra e diocesi a monsignore Isacchi. Sono certo continuerà l’azione di rinnovamento, a partire dalle nuove generazioni, di cui ha dato prova nella diocesi di Albano, in cui così bene ha operato come vicario per la Pastorale. La nostra comunità ha bisogno di guardare al futuro, consapevole del suo passato, il passaggio di testimone fra monsignore Pennisi e monsignore  Isacchi ci rende grati ad entrambi”.

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