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Monreale, “Mi impediscono con rete, paletti e mattoni l’accesso a casa mia”

Allertati i carabinieri, telecamere di videosorveglianza agevoleranno la ricostruzione del caso

MONREALE – Succede nella serata di ieri nei pressi di Via Santa Liberata: una donna si accorge, transitando in zona, che la propria seconda abitazione è stata resa irraggiungibile ed inaccessibile dal posizionamento abusivo, nell’unico vicolo di accesso, di una rete sorretta da diversi paletti e dal posizionamento di pesanti mattoni distribuiti immediatamente davanti al cancello di ingresso.

Allertate le Forze dell’Ordine, il quale intervento è previsto nella giornata odierna, sono rimasti sequestrati all’interno della villa un cane anziano e un’automobile di proprietà della donna.

Saranno i Carabinieri di Monreale ad occuparsi del caso.

Gli stessi, alla presenza della parte lesa, provvederanno oggi a documentare l’accaduto e a ripristinare la normalità dei luoghi a garanzia della libertà di accesso da parte dell’avente diritto. Telecamere di videosorveglianza agevoleranno la ricostruzione del caso.

NON UN CASO ISOLATO

Rapporti di vicinato

P. C.: “Nonostante l’unico accesso a casa mia è posto sulla strada del patrimonio regionale (…), cittadini privati continuano imperterriti a farne uso personale danneggiando il mio diritto di passaggio (pago l’affitto al demanio per l’accesso) (…).

Oltre ai Carabinieri di Monreale che ringrazio per il grande supporto anche morale, ho chiesto l’intervento della Pm, e non solo verbalmente, del quale ancora non ho avuto riscontro”.

UN ODIO INSPIEGABILE

É da ormai un anno che continuamente mi viene impedito l’accesso a casa. Ho provveduto a sporgere regolare denuncia. Sono atti vessatori, atti persecutori. Io sono in codice rosso. Ho 6 videocamere, la persona in questione distrugge tutto, mi minaccia di morte. Una volta disse a mio padre che era un morto che camminava.

Non avrei mai pensato di vivere una situazione del genere. Non si può stare sereni. La mia casa è diventata un inferno” – ci racconta disperata, non nascondendo la rabbia, P. C., senza però rassegnarsi.

Sono già noti alla donna i volti e i nomi degli autori dell’illecito, nei confronti dei quali si è già conclusa un’azione possessoria con la condanna di questi ultimi.

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