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Monreale, uno studente si rompe la gamba, ma l’ambulanza del 118 disponibile solo dopo 4 ore

Lo studente cade dalle scale uscendo dalla scuola, la dirigenza costretta a ricorrere ad un’ambulanza privata (a spese proprie)

MONREALE – Un giovane si rompe una gamba ma il 118 non interviene. Ha dell’incredibile la vicenda che ha visto oggi protagonista da una parte uno studente di una scuola monrealese e dall’altra il sistema sanitario regionale. È una storia di inefficienza che in un paese civile è inaccettabile.

Siamo ormai abituati alle immagini di ambulanze in fila dinanzi ai Pronto Soccorso degli ospedali del capoluogo. E quanto è successo oggi, a Monreale, è forse la dimostrazione (l’ennesima?) che in questa fase storica il sistema di gestione delle emergenze fa acqua da tutte le parti.

A raccontare l’incredibile vicenda è Tony Marfia, il direttore della scuola di formazione professionale TED, con sede a Monreale.

“Intorno alle 13,00, durante l’orario di uscita dalla scuola, uno dei nostri studenti, che frequenta il corso di cucina, è inciampato mentre scendeva le scale che affacciano su via Baronio Manfredi.

È stato subito soccorso dai compagni e dagli insegnanti, ma ci si è resi subito conto che il giovane aveva riportato una frattura alla gamba. Abbiamo quindi ritenuto necessario richiamare l’intervento di un’ambulanza per farlo portare al Pronto Soccorso”. 

E qui arriva la sorpresa. Il centralino del 118 risponde che non vi è la disponibilità di nessuna ambulanza. Quindi? 

“Ci hanno consigliato di prendere il ragazzo e portarlo in ospedale con le nostre automobili. Secondo loro avremmo dovuto sollevare l’infortunato e metterlo in auto con il rischio di arrecargli ulteriori danni”.

Tra la rabbia e lo stupore per la risposta ricevuta, il direttore non ci pensa un attimo sopra e prende immediatamente la decisione. Contatta un’ambulanza privata che in pochi minuti giunge sul posto. I sanitari immobilizzano la gamba del ragazzo, lo fanno sedere su una sedia a rotelle, lo caricano sul mezzo e lo portano al Pronto Soccorso.

“Una situazione incredibile – racconta ancora Marfia, in preda allo sconforto -. Le istituzioni che dovrebbero proteggerci sono state del tutto assenti. Ma quale messaggio diamo in questo modo alle nuove generazioni?”

Ma la storia continua, intorno alle ore 17,00 arriva la telefonata del 118. “Se serve ancora, l’ambulanza potrebbe giungere in pochi minuti”. In pochi minuti. Sono già trascorse 4 ore dalla richiesta d’aiuto.

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